Spacciatosi di ciò e tornato a Cremia, e presentatosi alla Ginevra, che ostentò tutto quel coraggio e quella calma ond'era capace:

—Ora ogni altra cosa è disposta, le disse; stanotte, se altro non succede, il marchese vostro marito e il conte si stringeranno la mano alla punta di Bellaggio, e senza perder tempo e in gran silenzio si volgeranno a Como. Un'ora prima dell'alba saranno in porto. Se il primo tentativo non falla, sul resto fate pure quelle speranze che più vi piacciono.

—Domani all'alba dunque o è tutto guadagnato, o è tutto perduto?

—Nè l'una cosa nè l'altra; bensì si potranno dare sicuri pronostici sull'avvenire.

La Ginevra tacque un momento, poi disse:

—Ora, siccome io non avrò più a vedere Manfredo prima che si rechi colle soldatesche a Como, che a tutt'altro ora son volti i suoi pensieri, e fa bene, così, caro Elia, vi ho a pregare di una cosa.

—Dite pure, io farò punto per punto quel che sarete per comandarmi.

—Giacchè l'incarico che vi fu dato gli è quello di aver occhio a tutto, senza propriamente aver parte alla mischia, vogliate prendervi l'incomodo, quando però non vi chiamino altrove cose di maggior importanza, di venire da me appena ci sia alcuna notizia che mi possa interessare in qualche modo. Nè vi trattenga di far questo nemmeno il più tristo annunzio, nè la totale disfatta della gente di Manfredo, ne la sua morte medesima….

A questa parola si fermò, e fu presa da un brivido convulso, che la fece tremare visibilmente.

Il Corvino abbassò la testa e finse di non accorgersi di nulla.