E tacque…. e pianse…. pianse d'amore e d'affanno. L'Elia volse la testa altrove.
E dopo una lunga pausa:
—È da più ore, caro Elia, e gli sporgeva la mano per stringere la sua, che io sto affannandomi in cerca di un filo di salvezza; ma non so trovar nulla…. nulla, e mi pare d'avere smarrita l'intelligenza affatto. Sarebbe un gran che, vedi, se si potesse salvare un così prezioso amico, un italiano sì generoso, un così raro complesso di virtù egregie, in cui era tanto valore e tanto ingegno, e tanta soavità di natura…. Oh percorri Elia, percorri tutta Italia che un giovane come Manfredo non ti verrà mai fatto di trovarlo mai…. Ed ora è perduto…. e il cuore mi dice per sempre!…. perchè…. l'altra volta quando Manfredo corse quasi lo stesso pericolo…. io non mi lasciai così abbattere…. e il presentimento d'averlo a salvare mi metteva in cuore una gran fiducia…. ma oggi non vedo nulla! E s'io ho a morire impazzito ciò accadrà per questa disperazione che mi strazia, che mi divora! Ma tu, Elia tu uomo acuto e scaltro…. e provvedente…. non hai nulla a dirmi, nulla a consigliarmi, nulla da operare pel nostro povero, sventurato amico?
L'Elia non rispondeva….
Il Mandello si fece ancora immobile, e tenne gli occhi fissi senza mai parlare.
—E la Ginevra, disse poi scuotendosi tutt'a un tratto, come l'hai tu lasciata quella povera sventurata? Ma tu non rispondi? Io ho perduto il senno, tu anche la favella.
—Vorrei, per verità, aver perduto l'uno e l'altra, rispose finalmente l'Elia…. ma se si ha a tentare un partito ancora…. esso non può essere che il più disperato.
—Sia pur disperato quanto mai può essere, purchè ci sia; parla dunque. Che partito hai tu?
—Potrebbe riuscire se Dio lo volesse, e se dipendesse soltanto da noi, che siam pronti a sagrificar tutto!
—Sì, tutto, sino alla vita!