Allorchè la carrozza della Ginevra passò sotto l'androne del palazzo ducale, da tutti quegli ufficiali, e caporali, e soldati che in gran numero si raccoglievano sotto agli atrj e nelle stanze a terreno, da principio si credette, quantunque paresse strano, ch'ella avesse voluto riparare colà per essere stata colta improvvisamente dal mal tempo. Per ciò avvezzi qual'erano i più a prendersi facilmente trastullo di tutto e di tutti, com'è costume di tal gente, si fecero intorno alla carrozza per trovare qualche argomento di risa e di beffe. Se non che al primo affacciarsi della Ginevra allo sportello, in tutti sorse un sentimento uguale che comandò il rispetto, o qualcosa di somigliante. Nell'entrare, ella aveva tentato ogni sforzo per ricomporsi alla meglio, ma non ci era riuscita in modo che altri non potesse accorgersi del disordine in cui trovavasi, e del molto pianto che avea versato; per la qual cosa, fra quella moltitudine d'uomini d'arme nacque gran curiosità di sapere chi fosse e cosa volesse.
Ma quando le si raccolsero intorno per parlarle ed ascoltarla, la confusione, onde la Ginevra venne assalita nel trovarsi in mezzo a tali uomini, di cui sospettava e temeva i liberi costumi, fu così forte, che, per un istante almeno, superò lo stesso suo dolore. Sentiva, i bisbigli, le sommesse domande che l'un l'altro si facevano, vedeva i sorrisi da cui trapelava qualche segno di procacità, e ciò che più l'atterriva, udiva le lodi fatte alla sua bellezza.
La donna che l'accompagnava temeva più che mai onde le andava dicendo:
—Per carità, usciamo di qui; fuggiamo da questa gente!
Ma in quella un francese, accostandosi allo sportello:
—Signora, disse alla Ginevra, possiamo noi sapere se voi siete venuta qui per riparare dal mal tempo, o per qual altra cagione siate venuta?
—Davvero signora, le diceva un altro men riservato del primo, se siete corsa fra noi per ricovrarvi avete scelto benissimo il luogo; e, per s. Dionigi, non sarà mai detto che un gendarme francese siasi rifiutato a prestare i suoi servigi a una bella donna! Voi poi siete bellissima, e avrete a lodarvi assai di me e di quanti siam qui.
La Ginevra, a tali parole, non seppe vincersi così che non trapelasse di fuori l'indignazione onde tutta si accese.
Ma il primo francese, mettendo il guanto sulla bocca del compagno.
—Taci tu gli disse, e prima di far promesse, ascolta. Questa donna ha ben altro a pensare che dar retta a te e alle tue ciance.