Tali parole furono susseguite da varii sghignazzi e da qualche frase in lingua francese, colla quale pareva si volesse mettere in celia la cortesia di chi primo aveva parlato alla Ginevra.
Ma un vecchio caporale, alzando la voce:
—Chi fa ingiuria altrui, disse, la fa a sè stesso; però usiamo a questa donna i dovuti riguardi.
L'insolito esempio di costume gentile esibitoci da questi soldati, non ci faccia però supporre che dall'ultima volta in cui fummo in questo palazzo sia scomparsa, tra le soldatese del Lautrec, quell'atroce durezza di cui siamo stati testimoni. I poveri Milanesi ebbero a patire, in quegli ultimi anni, violenze d'ogni genere; ma ciò non toglie che fra tanti uomini solleciti di secondare il governatore ve ne fosse taluno di natura più rimessa e più generosa, e che colle parole e coi fatti biasimasse fors'anco il duro esempio dato dal Lautrec. In quel modo istesso che la boriosa e feroce rozzezza onde si segnalavano i baroni che stavano con lui non è indizio ch'ella fosse il marchio caratteristico di tutti i Francesi a quei tempi, come parimenti (per toccare di un fatto che già fu descritto in questo libro), e la viltà di quel giovane gendarme vinto in duello e schiaffeggiato dal conte Galeazzo, non può implicar quella dell'intera nazione francese, la quale invece, così allora come prima e dopo, sempre si distinse per la contraria virtù. Molto meno poi che l'autore di questo libro abbia voluto espressamente introdurre quel personaggio quasi tipo di tutta una gente. Per far ciò avrebbe dovuto rinunziare alle proprie convinzioni e a quella stima in cui sempre ha tenuto la gloriosa nazione, alla quale i destini furono tanto propizj; ma parimenti avrebbe dovuto rinunciare alla verità, se della dominazione francese in Lombardia a que' tempi lontani, si fosse sforzato di esibire un ritratto diverso di quello che in parte ne ha dato.
Ciò sia detto nel supposto che possa per avventura tornar necessario e, più che altro, perchè la l'opportunità ce ne fece invito. Seguiamo ora quel che più importa.
La Ginevra, dopo aver taciuto a lungo per la confusione in cui l'avean messa tanti uomini d'armi di cui temeva la procacità, confortata dalle savie parole del vecchio caporale e del gendarme che le stava allo sportello:
—Signori, disse, io non venni già qui perchè il mal tempo mi abbia spinta. Ho ben più crudele, tempesta nell'animo, e percorsi molte miglia a furia, per giungere in tempo e avere un'udienza dal governatore.
—Un'udienza del governatore? disser molti ad una voce maravigliando e guardandosi l'un l'altro a vicenda.
—Me ne rincresce, cara signora, disse allora il vecchio caporale, ma ciò vi sarà impossibile. Il governatore non ha mai concessa udienza a donna del mondo. Oggi poi la negherebbe a chicchessia, quando pure lo avesse in costume.
—Non v'è cosa più grave di quella per cui sono venuta; per ciò scongiuro voi tutti onde facciate che il governatore mi accolga. Io sono la moglie del marchese Palavicino….