A tali parole si volse a lui quello tra i socii che sappiamo non aver molto ben nette le sue partite coi creditori, e:

—Amico, gli disse, dammi la mano e ringrazia Iddio, che se le tue saccoccie non hanno peso, pure c'è qualcheduno qui che può ancora benissimo invidiarti. Dammi la mano, e pensa ch'io dovrei darmi attorno una decina d'anni, Dio sa con che fatica e struggimento, per ridurmi ad averne quanti ne hai tu adesso.

—Non vi capisco bene, caro signore, ma dovrebbero esser debiti i vostri….

—Dovrebbero…. Tu dunque cercavi compassione ed hai trovato invidia, ma ora volevo dirti, che se Dio manda i malanni, manda anche le inspirazioni buone, ed è la tua fortuna appunto che t'ha fatto passare per di qui stassera. Ed ora vedrò se posso darti un tal parere, quale il tuo curato non ti avrebbe mai dato in mille anni.

—Io v'ascolto tutto pieno di speranze, caro signore, e dite pure.

—Vedi tu in quanti siam qui?

—Lo vedo benissimo.

—Siamo in dieci.

—È un bel numero.

—Tutti assai giovani, tutti benissimo in gambe, e tutti, se pure non vuoi fare eccezione di questo bel giovane (e batteva la spalla dello studente), al quale l'esser grande e grosso e pasciuto come una vacca spagnuola, non impedisce d'essere poi leggero come una penna di gallina; tutti, dicevo, gettati sgarbatamente dalla fortuna in mezzo al mondo, felici e protetti come i ronzini del procaccia, o come i botoli stizzosi di Bologna, a cui, ne' dì della canicola, si fa quel trattamento che tu sai; galantuomini tutti ai quali è assai ben nota la parrocchia ove si è stati battezzati, ma se in sajo o in cappa ci corrà la morte, e quale de' quattro venti si porterà la polvere de' nostri dieci carcami, è quanto sta ancora nascosto in un fitto bujo che fa perdere l'allegria; tutta gente inoltre che vorrebbe esser qualcosa di ben considerabile al mondo, ma che, fino ad oggi almanco, è qualche cosa assai meno di niente, e non si può dire non siasi data attorno con fatica cocente, che, per la pura verità, ne sentiamo ancora i trasudori alla camiscia. Ma tu sai la storia de' quattro apostoli in marmo di Viggiù che il Calzago scultore donò al comune di Milano; sai che son corsi sei anni buonamente, e a quelle quattro statue la compagnia del Breghetto non ha ancora saputo trovare una nicchia, che non par vero; e intanto son là in piazza e su d'esse piove, tira vento, nevica e tempesta, senza l'incerto di una quantità considerevole di sassate, tanto che a quest'ora non han più nemmanco il naso. Ebbene: guardaci ora noi, amico dell'anima mia, guardaci e piangi a caldissime lagrime di pietà, che noi siam veramente il ritratto al vivo di que' poveri apostoli e non abbiamo la fortuna d'esser di sasso… Larghe spalle però, grossa pelle e coraggio, il buon Dio non ci lasciò mancare; stamattina poi la provvidenza ha fatto capolino, e così in barlume e a mezza bocca ci ha insegnata la via maestra. Senza por tempo in mezzo, noi siam dunque in volta pel campo francese a cercar fortuna.