—Fammi dunque un piacere; va abbasso… aspetta… sento che si allontanan già. Spicciati presto dunque, e va sui loro passi. Di' al pittore che lo saluto, che ho bisogno di parlargli, che ne ho grandissimo bisogno, e tosto. Va, e fa presto.
—Vo subito.
—Senti; avresti a tentare, se mai ti venisse atta una cosa; parlargli così alto che t'abbiano ad udire anche i suoi compagni…. e se fosse mai possibile…. di' insomma a tutti quanti che li attendo qui, che vengano liberamente, e che…. conduci insomma le cose in modo che non abbiano a rifiutarsi. Va, e fa presto.
Il servo parti.
Quando i giovani furon al canto della contrada e stavan già per isvoltarlo, odono una voce:
—Messer Pietro.
Tutti si volsero, e il pittore per il primo.
—Il signor marchese vuol parlarvi, messer Pietro, continuava quella voce, e v'aspetta su in camera.
—Il marchese?…. Oh sei tu? soggiunse poi il pittore a un tratto come riconoscendo il servo. Come sta il marchese?
—Sta bene e vuol parlarvi; venite presto che non ci vorrà gran tempo. Anche loro signori possono benissimo entrare, che il marchese li conosce, e avrebbe bisogno dir qualche parola anche a loro.