—Voi sapete quel che è avvenuto di colei, continuò il vecchio… Dite dunque qualche parola a codesta figliuola vostra che, per lo meno, mi sembra ben sciocca.
Il Bentivoglio continuò a tacere.
—Noi abbiamo ad essere amici, seguiva il vecchio. Ma se costei continuerà a darmi noja così, io la lascerò in vostra custodia, e buona notte, ed io non ne vorrò saper altro, e ci rivedremo quando ci rivedremo.
La Ginevra intanto s'era riavuta affatto e ancora le tornavano i vivi colori sul volto.
Le parole del Baglione avevan tocca una corda che fecero risorgere tutti i pensieri d'ambizione del Bentivoglio, e con quelli anche il timore di non avere a raccogliere quanto sperava per colpa della figlia. E nell'animo suo, con una vicenda istantanea a quel moto di pietà che un istante prima aveva sentito per lei, subito successe un dispetto così iracondo che, volgendosi di tratto alla figlia, fu per prorompere in contumelie e peggio. Si contenne però, e assai sommesso e co' labbri tremanti e sforzandosi a sorridere, di un sorriso che rendeva ancor più severa la sua faccia:
—Non state ad inquietarvi, disse al Baglione, io so che a lungo andare voi sarete assai contento di questa figliuola mia.
Il Baglione non rispose, ma gettato un altro sguardo sulla giovane, le cui forme erano di una bellezza attraente, tanto quanto si calmò, e risentendo gli estri diè un nuovo guizzo, e fece un sorriso da fauno.
Alcuni momenti dopo la Ginevra, nella massima pompa di giovinetta sposa, saliva nel cocchio, specie di lettiga a ruote, col padre e col marito, per recarsi allo feste pubbliche che iu quella notte si davano nell'ampio tentorio, appositamente eretto sulla via a porta Romana.
Quando la lettiga del magnifico Bentivoglio uscì della contrada dov'era situato il palazzo del medesimo, un uomo che da qualche tempo se ne stava passeggiando innanzi al portone, colta l'occasione, che uno tra i famigli del Bentivoglio se ne usciva, lo trattenne e gli domandò se trovavasi in palazzo il signore.
—Se fosti stato qui un momento fa, l'avresti veduto uscire in lettiga colla figliuola.