Questa circostanza era ben nota a colui che espressamente erasi fermato a spiare.

—Saran forse andati al tentorio? chiese poscia.

—Sicuro, al tentorio di porta Romana; alla festa che i signori nobili milanesi danno ai baroni ed ai cavalieri francesi che oggi sono entrati in Milano.

Parve che questa fosse la notizia che più premesse a colui, perchè subito troncò ogni discorso, e senza più, dilungatosi da quella contrada, un passo dopo l'altro se ne venne all'osteria del Pomo d'Eva. Entrato in quella, in mezzo ad una moltitudine straordinariamente affollata di avventori, cercò coll'occhio l'Elia Corvino, che se ne stava in un canto innanzi ad una tavola; vistolo subito se gli accostò, dicendo:

—Ciò che tu hai pensato, avvenne di fatto, Elia li ho veduti io medesimo porsi nella lettiga, e a quest'ora saranno nelle sale delle feste.

Elia balzò in piedi a quell'annunzio, e:

—Va bene, disse ora comincio a sperar qualche cosa, e se la fortuna è seconda, si farà il resto; ma ora ti conviene rimboccarti le maniche del sajo, Omobono, che se mi sbagli una nota, tutta l'orchestra ne andrebbe sossopra. Dimmi, innanzi tutto, come sta ora di salute il Palavicino, che da stamattina non l'ho più veduto?

—Egli mi disse che si sentiva abbastanza bene, che solo non gli sarebbe possibile star sulle sue gambe, ma che a cavallo, o in lettiga, gli basterebbe l'animo di tentare ogni gran cosa, e si raccomandava a me e a te, ed essendo pieno di speranze, ha cessato qualche poco la furia delle sue smanie e delle sue querele.

—Mi rincresce però, ch'io non fui mai così impacciato come in quest'occasione, tanto che non mi venne in mente altro disegno che questo; ma, torno a dire, ora che tu mi assicuri che la Bentivoglio è là, spero che lui sarà contento di me; tu va subito intanto dal Palavicino, fa che in mezz'ora sia pronta ogni cosa al tutto, e i cavalli e la lettiga sien presti innanzi all'ingresso del tentorio. Ora vò su in camera, e in fretta vestirò la cappa signorile, così fra poco mi troverò anch'io in quelle sale delle feste. Va dunque, e spacciati presto, e fa in modo che il Palavicino ed io abbiamo a lodarci di te. Già la lettiga del marchese sarà pressochè eguale nella forma a quella del Bentivoglio.

—Di notte… può darsi benissimo che si scambi l'una per l'altra.