«Non vi siete ingannato; e l'altro sapreste voi chi sia?»

«Poco m'importa di saperlo.»

«È un galantuomo che si diletta a suggere i segreti altrui per poi rigurgitarli dove gli par meglio; del resto non so che cosa abbia a fare con quel giovane cavaliere, e come tra loro ci possa essere tanto accordo in questo momento, mentre l'altro dì fu il Fossano stesso che in faccia a tutta Venezia lo tamburò per ispione.»

«Messer Gritti,» disse allora il Visconti, «tu m'hai detto un dì che questo giovinastro non ti va niente niente per la fantasia, e che a vendicarti anche dell'ammiraglio, che lo ha caro più che gli occhi suoi, aspettavi un'occasione di segnarlo per tutta la vita; se l'occasione non vien per sè, bisogna farla venire, amico caro, ed oggi io sarei tentato di fargli uno sfregio.»

«Egli è una creatura dell'atroce Galeazzo.»

«Ed è per ciò che mi prendo pensiero di questo giovane: offendendo lui, faccio offesa anche a quel ribaldo di mio cugino.»

«Quand'è così, andiamo, e il destin faccia che questa sia la mala notte per colui, e per l'ammiraglio che gli vuol bene.»

Così fermato, senz'altre parole, messisi in uno schifo, presero anch'essi il largo sulla laguna.

La gondola intanto ove trovavasi il Fossano, correva rapida sulla superficie assai calma delle acque, nelle quali riflettevasi un bellissimo cielo d'un azzurro tutto stellato; il Malumbra lavorava col remo con sì potente e infaticabil lena, che pareva fosse il navicello sospinto da dieci braccia, anzichè da un uomo solo. E il desiderio di mandare a vuoto i provvedimenti dell'eccelso consiglio che lo aveva ributtato come inutile stromento, accresceva a più doppi le sue forze, nè il pensare che il Fossano era stato la prima cagione della sua caduta, lo faceva rimanere dal recargli quel sì potente soccorso, che in que' primi istanti l'intensità dell'odio che sentiva pei membri del consiglio, escludevano al tutto ogni altra passione. In quanto ad Alberigo, trascorso quel primo momento d'attonitaggine e maraviglia, essendosi fatto capace che nel Malumbra era una volontà sincera di giovargli, e dopo quasi due mesi trascorsi in una spasmodica incertezza, avendo sentito da lui per la prima volta ove trovavasi la sua Valenzia, guardava di tratto in tratto la figura del Malumbra con un certo senso di gratitudine, che lo faceva pentito dell'ingiuria fattagli alcuni dì prima. Versando in questi pensieri, dopo un quarto d'ora, giunsero in veduta di Murano.

La più bella luna che mai potesse splendere, rischiarava il monastero di Santa Brigida di guisa che un occhio acuto avrebbe potuto veder l'ore alla torre della chiesa vicina. Era mezz'ora dopo mezzanotte, il Malumbra drizzò la prora ad un seno che si apriva entro terra, e qui, puntando il remo, si fermò; la quiete dell'ora non era interrotta che da quel suono intermittente che fa il mareggio dell'onda, dal soffiare ineguale del vento, e di quando in quando da qualche rumore indistinto che veniva da lontano. Il Malumbra, che teneva l'occhio sempre volto al monastero, non udendo cosa alcuna che potesse dare indizio di quanto si attendeva, nè udendo nulla che pur si agitasse su quella vasta superficie, dubitò forte non avesse mal comprese le parole degli arsenalotti, e si morse le labbra pensando d'aver troppo detto al giovane che gli stava presso, il quale, di ragione, doveva tutto ripromettersi in quel momento.