«Bene, ti accosta….» E senza volgere un saluto al Visconti, nè una parola all'arsenalotto, saltò nella gondola e si allontanò con quella.

Accosto alla barca della Republica veniva la gondola del Visconti dove trovavasi il Bronzino e un altro uomo.

L'arsenalotto intanto stava pensando se gli convenisse far resistenza, o dar le mani vinte. Sapeva che quel Visconti era protetto dalla Republica vedeva che volendo opporsi non avrebbe potuto a lungo gioco resistere contro tre, essendo solo, e quel fante della Republica si trovò in così terribil bivio che avrebbe voluto piuttosto trovarsi sott'acqua insieme a' suoi due compagni che in quella situazione. Però non ebbe l'ardimento di opporsi al Visconti, il quale, alzata di peso Valenzia, che era ancor tramortita, la trasportò nella propria gondola, dove saltò esso pure, e detto all'arsenalotto che lo guardava perplesso: raccontasse pure ciò che voleva meglio all'eccelso consiglio, fece dare ne' remi e s'allontanò.

Quando furono a qualche distanza,

«Messere,» entrò a dire il Bronzino, «io non ci vedo ben chiaro in questa vostra pensata, e credo che voler cozzare colla Republica, sia per essere il più dannato mestiere di questo mondo.»

«Tu non sai nulla, costei doveva essere già mia.»

«Doveva, questo lo capisco; ma il fatto mi dice che adesso è donna d'altri, e vedrete che tempesta di guai ci coglierà presto.»

«Nasca pure ciò che saprà nascere, credo che a questo mondo io non abbia più nulla a perdere, così penso di non rifiutare quel poco di bene che la sorte mi getta innanzi. D'altra parte, come avrai sentito, egli era per vendicar me che fu fatta la cattura di questa poveretta; però la Republica non si sdegnerà poi tanto come tu dî.»

Il Bronzino stringevasi nelle spalle, e non aggiungeva altro; poco dopo la gondola, attraversato il canale della Zucca, si fermò a' piedi di un palazzetto. Per l'ora assai tarda non udivasi più batter remo sulla superficie di quelle acque, nè una voce, nè un canto. Quando la gondola urtò contro lo scaglione, si udì Valenzia a mandare un gemito.

«Pare che si risenta,» disse il Visconti.