I due senatori furono colpiti a quell'annuncio, e si domandarono a vicenda:
«Che sarà mai? a quest'ora.» Poi volti al servo: «Avete dato codesto avviso,» gli domandarono, «anche agli altri nostri colleghi che si trovano qui?»
«Il fante m'ha ingiunto ch'io dessi avviso a tutti voi che siete chiamati a palazzo.»
Ogniqualvolta i membri dell'eccelso consiglio venivano nottetempo invitati a recarsi in palazzo, era indizio ch'era sopravvenuto d'improvviso una bisogna così grave e seria che non ammetteva dilazione di tempo. I due senatori, smettendo subito il giuoco, si alzarono tosto; i loro volti erano alquanto impalliditi.
«Vi lasciamo colla buona notte, ammiraglio.»
«Ammiraglio, a rivederci domani, che per questa notte sendo già ora assai tarda, non è facile che possiamo tornar qui.»
«Che cosa può mai essere intervenuto di sì grave, che possa fare necessaria una sessione a quest'ora?» domandò il Candiano alzandosi esso pure.
I due si strinsero nelle spalle, e nulla risposero.
Allora il Candiano, e fu cosa assai notabile, che al primo annuncio del servo non aveva tampoco dato segno di maraviglia…. cominciò a farsi pensoso, e disse:
«Per sant'Elmo! codesta improvvisa chiamata mi fa pensare il peggio: non vorrei?…»