«È inutile che sprechiate il vostro fiato a chiamare chi non verrà di certo.»

«Non verrà? perchè non può venire?»

«Oh! sentite, vorrei pregarvi a non darmi più noia con queste vostre parole, e torno a ripetervi che v'è mestieri far senno, e che vi converrà prendere qualche partito prima che battino alla porta i fanti del consiglio.»

«Oh, padre mio!» esclamò allora la Valenzia. e facendo forza a sè stessa, e volgendosi al Visconti: «Oh! ditemi, che è avvenuto del padre mio?»

«Io non so nulla; ma vi consiglio a pensare a voi medesima prima di tutto, diversamente senza fare il suo vantaggio, sarete causa del vostro danno.»

Valenzia, che un momento prima guardando la faccia del Visconti aveva potuto scorgere quanto fosse volto al male, ora non sapeva credere a sè stessa accorgendosi dell'improvviso mutamento ne' suoi modi; e disse:

«Signore, abbiate pietà di me, ditemi che è del padre mio; lasciate ch'io vada presso di lui. Dov'è il Fossano? dov'è? voi lo dovete sapere. Lasciatemi tornare dov'è lui; lasciatemi uscire di qui. Io non domando, io non voglio altro.»

XII

CONTRATTEMPO.

In questa s'udì battere alla porta. Il Visconti tende l'orecchio;
Valentia ricade a terra ginocchioni tutta tremante, gridando: