«Chi sarà?»

Il Visconti aprì un'impannata; guardò fuori, e domandò:

«Sei tu, Bronzino?» Ma nel domandare, vide più barche che si erano fermate, e s'accorse ch'erano le barche della Republica.

«Sono il fante del consiglio,» dice una voce. «il quale vi prega vogliate recarvi da lui sull'istante, senza aspettar altro. Ho con me venti arsenalotti, incaricati d'accompagnarvi e servirvi fino a palazzo.»

«Cosa ha bisogno il consiglio di me?»

«Voi lo sapete meglio di tutti; ma vi esorto a far presto, che i signori Dieci non possono aspettare.»

Il Visconti pensò e ripensò a quel che dovesse fare; ma di lì non era via d'uscire. Quando s'era impadronito di Valenzia, avendo allora altro disegno in mente, non aveva pensato ridursi dove la Republica non avrebbe potuto raggiungerlo.

Valenzia, che tutto aveva sentito, disse:

«Ah! io sono perduta, Iddio mi abbia misericordia!» e piegava la testa quasi aspettasse l'estremo colpo della mannaia.

Il Visconti intanto discese, e aperto l'uscio, mostrossi al fante dicendogli: