«No, lasciatemi: ch'io vada a strapparla dalle mani di quell'infame uomo. Aimè che pur troppo era vero il mio presentimento. Oh provvidenza!» E senza più s'allontanò da Candiano, che stordito e muto lo accompagnò coll'occhio finchè scomparve affatto. Quando si volse vide ancora il Gritti innanzi a lui, ritto, immobile, orrendo, che brandiva ancora lo stiletto. Candiano restò immobile un pezzo; poco dopo il Gritti lo vide cader ginocchioni a terra.
Passarono alcuni momenti di assoluto silenzio, e l'ammiraglio pregava e pregava con un fervore veramente straordinario. Poco di poi s'alzò. All'angoscia, al furore, alla disperazione era in lui successa una calma maravigliosa, solenne e tuttavia terribile. Si volse al Gritti, e,
«Seguimi,» gli disse, «le nostre spade han da incrociarsi stanotte: uno di noi due fra poco spero che sarà morto.»
Attilio Gritti, per quanto fosse esacerbato dalla rabbia di vendetta, per quanto fosse coraggioso, per quanto fidentissimo di sè stesso, pure a quelle parole del vecchio venerando pronunciate con una gravita misteriosa, fu tanto quanto sconcertato, e provò una sensazione che poteva tenere assai della paura, forse perchè egli non s'era mai aspettato di dover riuscire a quel fine. Tuttavia non aggiunse parola, ed al Candiano che già s'era mosso, tenne dietro.
Presero per contrade, per chiassetti, per piazze; passarono su quasi tutti i ponti della laguna veneziana, e dopo molto cammino arrivarono finalmente in un luogo remoto e solitario.
«Questo è il luogo,» disse il vecchio Candiano con una voce fonda e terribile, fermandosi su quello spazzo di terra, «qui siamo noi due soli.»
«Ammiraglio,» rispose allora il Gritti con un accento di sprezzo e d'ironia profonda, «è questo un terreno assai sdrucciolevole per voi.»
«Per me e per tutti, ed anche per te, se lo vorrà Iddio;» e sfoderava la spada.
«Persistete dunque nel voler battervi con me?»
«Per verità ch'io non so se tu sii più infame o più vile.»