«Spezzerò la lama e romperò il braccio. State tranquilli, amici cari, e fate soltanto ch'io possa rivederlo.»
«Ai cinque del mese passato io lo vidi a Milano.» Tutti si volsero a queste parole.
«Oh! ecco il nostro Apostolo Malumbra.»
«Quando sei ritornato?»
«Ieri, illustrissimi, sono stato a Milano; ho veduto a far prigione il Barnabò, ho guardato ben bene la faccia di quel galantuomo di suo nipote; ho sentito i lamenti de' poveri Milanesi. Del resto feci assai bene le mie faccende, ed ho portato con me alcuni bellissimi pugnaletti delle migliori fabbriche di quella città. L'illustrissimo senator Barbarigo, che si degna darmi accesso alle sue camere, ne ha comperato uno che è una vera maraviglia.»
«Domani saremo tutti da te, e cambieremo i nostri ducati co' tuoi pugnali.»
«Amici carissimi, vi faccio osservare che nell'altra sala si beve il vin di Cipro, intanto che noi ci perdiamo in queste inutili parole.»
«Bravissimo, andiamo; faremo nel frattempo una partita alla zecchinetta.»
«Viva la zecchinetta!»
«Viva il vin di Cipro!»