«Vedi là quell'edificio?»
«Lo vedo, è il monastero di Santa Francesca.»
«Vedi quella finestra là in fondo che risponde in sugli orti.»
«La vedo.»
«Ora ti consiglio a star bene in guardia con te stesso, che le mie parole ti potrebbero far piegare le ginocchia.»
«Io son ben sicuro di me: parlate.»
«In quella stanza; non dare un respiro, o Fossano; in quella stanza è la mia Valenzia viva e rigogliosa, più rigogliosa di prima.»
Il Fossano a quelle inattese parole fece un movimento che non si può descrivere, e stette per qualche tempo muto e immobile.
«Sì, o giovinetto, ella è là; e se il tuo cuore non s'è cangiato in questi ultimi giorni, io la tolsi al Visconti e a Venezia per serbarla per te, giacchè non sarà ch'io disgiunga ciò che l'ingenua natura ha voluto unire.»
Il Fossano cadde a terra fuor di sè per la gioia, abbracciando tutto tremante le ginocchia al generoso vecchio.