«E a te non intervenne mai nulla viaggiando per que' paesi quando ancora dominava il Bernabò?» soggiungeva Candiano a dare una svolta al discorso.

«A me no, sino a questo punto, ma ne portai però sempre con me la paura, e vi so dire che n'aveva di mestieri, che sotto Bernabò dalla vita alla morte, dal desco alla forca, il passo era assai breve colà, e non si aveva rispetto a nessuno; nè ci poteva giovare l'esser figli della Republica, che voi ben sapete quel che avvenne a Sua Santità. Però, quando trovavami entro le mura di Milano, me ne stava quasi sempre ne' quartieri dove allora aveva le ragioni il Conte di Virtù, che, per verità, vi si vivea un po' più tranquillamente. Adesso poi non c'è più ad avere un timore, e Gian Galeazzo, se non è tutt'oro di zecca, è le mille volte più umano del Bernabò.»

«Questo furbo di Malumbra la sa lunga.»

«La vita preme a tutti, illustrissimo. Ed anche i signori gentiluomini e i cavalieri aurati non istavano gran fatto meglio colà, che se non s'acconciavano al volere de' principi, non potevano più contare d'essere nè gentiluomini, nè cavalieri. In somma…. la caduta di Bernabò, fu la buona ventura per tutti, e….»

Qui si fermava qualche poco come a richiamarsi in mente alcuna cosa, poi continuava:

«Però, a quel Carlo Visconti non cadde l'animo affatto, ch'egli dopo essersene stato in Francia per più d'un anno, tornò di nascosto nelle terre del Conte, e in proposito; ho sentito a narrare colà una terribile ventura… e non mi fuggì di memoria perchè n'era oggetto nientemeno che quel povero Alberigo Fossano, il quale avrebbe fatto pur meglio a starsene qui all'ombra della cupola di San Marco.»

Gli occhi penetrativi del senator Barbarigo si volsero di celato ad esplorare il volto di Candiano, che, come tutti gli uomini sinceri ed aperti, mal sapendosi dominare, aveva dato un crollo a quel nome del Fossano.

Il Malumbra seguiva a dire:

«A quel giovane cavaliere venne in testa di fare ciò che buon per lui se non avesse fatto; voglio dire che ha dato l'anello ad una bella fanciulla, una bellezza straordinaria.»

«Chi era questa fanciulla?» domandava il Barbarigo.