«Ho capito.»

«Tu non sei conosciuto, e in nessuno di loro potrà nascere alcun sospetto di te.»

«Questo va bene, ma la mia andata non gioverà a nulla, e non potrò sapere un iota di più di quanto io so ora. Se voi avrete la pazienza di aspettare la calata dei dodicimila francesi e d'unione col conte d'Armagnac, il vostro cognato, mettervi alla testa di quelle truppe e combattere da pari vostro, allora forse vi verrà fatto provvedere assai bene ai vostri interessi. Ma in quanto al tentar voi solo l'impresa coll'accostarvi al Conte dovreste persuadervi una volta che ciò è al tutto impossibile; in prima il Conte ha sempre intorno a sè una siepe di labarde, che nè a voi nè al diavolo può bastar la vista di sorpassare…. e poi…. se mai aveste a riuscire ad ammazzare il Conte…. gli alabardieri ammazzeranno voi.»

Il Visconti si rannuvolava, e stato un pezzo colle braccia incrocicchiate sul petto senza parlare: «Oh,» disse finalmente con un sospiro che pareva un mugghio, «che mi sia chiusa ogni via? che la provvidenza….»

«La provvidenza non c'entra qui per niente. Volete voi tornare ad esser duca, od esser amico di Dio?»

«L'una e l'altra cosa insieme.»

«Volete troppo, illustrissimo, l'una delle due vi rimane a scegliere; diversamente temo non vi verrà fatto alcun che di buono.»

«Bene, come vorrà il destino. Ma io ho fermo che tu abbia ad uscire domani mattina di questa valle, e recarti dove ti ho detto. Qualche cosa potrai sempre raccogliere.»

«Ed ogni fuscello è un puntello, come dice il proverbio.» soggiunse
Bronzino ridendo.

«Io andrò aggirandomi per questa valle finchè tu ritorni, o finchè mi avrà morto la noia che oramai non posso più sopportare. Alla sera verrò a raccogliermi ancora qui in questa capanna; a meno che non fossi invitato ad uscire, se mai ritornasse qui chi n'è il vero possessore.»