Il Malumbra non aveva pensato che il Candiano di ragione avrebbe scritto ad Alberigo ciò che aveva sentito da lui medesimo, per cui si rimase sconcertato un poco alle parole del Fossano, ricordandosi tutt'a un tratto di quanto aveva narrato all'ammiraglio, col fine di farlo tutto riscuotere alla presenza del senator Barbarigo; tuttavia, come assai abituato a simili incontri, con quattro parole a modo suo si cavò d'ogni imbroglio, e conchiuse dicendo: «Io dissi ciò che ho sentito dire, senza forse comprender bene; del resto non so nulla.»
«Allora farete piacere a riportare all'illustre Candiano che riposi tranquillo stante che nessun danno mi è intervenuto in questi anni.»
«E anch'io ne godo nell'animo, messere. Ma l'illustre ammiraglio mi diede un'altra incombenza…. forse ne sarà scritto alcun che in quella lettera medesima.»
«Qui non c'è altro,» rispondeva il Fossano dando un'altra scorsa alla lettera.
Il Malumbra stette dubbioso un momento, se mai dovesse far credere al Fossano di essere a parte d'ogni segreto, oppure fare infinta di nulla, e procurare di vedere la Valenzia all'insaputa di lui. Ma pensò prendere il primo partito.
«L'illustre ammiraglio,» allora disse, «mi ha raccomandato procurassi io stesso di vedere la moglie vostra, perchè gli riporti con esattezza la condizione in cui si trova, lo stato di sua salute e tutto.»
Il Fossano a queste parole seguitava a guardarlo con segni di gran maraviglia, onde il Malumbra, che benissimo s'accorgeva di quanto passava nell'interno dell'animo altrui, pensò tenere un discorso molto ambiguo e scaltro, il quale potesse condurre al suo intento, e senza dire egli stesso di saper tutto e di essere a parte di tutto, potesse far parlare il Fossano senza alcun riguardo a lui, come ad uomo che già fosse in cognizione d'ogni segreto.
«Davvero che il signor Candiano,» continuò, «vi ha preso ad amare come non si potrebbe meglio un figlio, ma ciò è ben ragionevole.» E lo guardava intanto con una finezza sua propria, e senza aggiunger altro in proposito. «Una cosa poi mi raccomandò di dirvi, ed è che non vogliate affidare alcuna vostra cosa a nessuna lettera, e piuttosto vogliate incombenzar me di tutto.»
Il Fossano tornò a leggere la lettera di Candiano, per vedere d'assicurarsi meglio, e quantunque in quella fosse detto assai poco sul conto del Malumbra, pure, pensato e ripensato un pezzo, concluse che alla fine la lettera era veramente di Candiano, e che a persona di cui non si potesse fidare interamente, non l'avrebbe nè tampoco consegnata, nè messolo nell'occasione di trovarsi a contatto di chi poteva farlo venire in cognizione di tutto. La conclusione era ragionevole, ned egli volle prendersi altre cautele.
«Io me ne posso andare,» disse il Malumbra, «a fare una scorsa qui d'intorno per oggetto della mia professione. Tornerò a Venezia per doman dopo. Se non vi dispiace sarò qui stasera a ricevere i vostri ordini.»