«Bene…. e adesso che ci penso, fate di venire un po' prima di vespro che ci recheremo ad Orta.»

«Ad Orta?»

«Sì….Valenzia è là,» soggiunse Alberigo a bassa voce.

Il Malumbra non disse nulla, chinò la testa, e se ne usci.

Allora il Fossano, chiamato quel suo servo che era a parte d'ogni segreto, lo prese ad interrogare con modi assai gravi, per sapere s'egli avesse mai palesato a qualcheduno ciò che tanto premeva tener nascosto. Ma quel buon servo che, molti mesi prima a Milano, era stato indotto a raccontar tante cose sul conto del suo padrone, dal troppo vino che gli aveva accresciuta la parlantina, e dalle astute domande del Malumbra; parte non si ricordava bene dell'avvenuto, parte non voleva farsi conoscere per da poco e peggio, e così con belle parole rassicurò il proprio padrone al tutto.

Intanto il Malumbra, il quale non sapeva che fare in quel dì, erasi, a fuggir tempo, recato sulla piazza d'Angera; per esser giorno di mercato, v'era colà gran quantità di popolo, e così camminando tra gente e gente, attese a baloccarsi per qualche ora. Tra tutte le faccie però di que' montanari, dalle quali traspariva la sincerità, la rettitudine e quella buona fede che divien tanto più preziosa, perchè più rara tra le mura delle città, il Malumbra che, per le incombenze dell'arte sua, aveva dovuto fare, come si suol dire, l'occhio esperto, notò la faccia di un tale che faceva una decisa dissonanza con tutti gli altri che gli stavano intorno. Anche la foggia del vestire di colui si scostava qualche poco dalla comune, ma a questo non avrebbe osservato gran che, se quegli occhi fondi piccoli e muoventisi di continuo, e quella scialba pallidezza che non può accordarsi alla vita serena del montanaro e all'aria pura de' monti, non lo avessero messo in sull'avviso. E davvero che l'astuto Malumbra non erasi ingannato, in quanto che l'uomo che lo aveva tanto colpito, era nulla meno che il Bronzino, il compagno del Visconti. Il caso poi volle che in quel dì s'incontrassero molte volte, e d'aggiunta si dessero a vicenda molte occhiate, forse per quell'istinto medesimo che fa al gatto sentir l'odore del gatto. Dando però a questi scontri fortuiti il valore che si conveniva, il Malumbra verso le sedici ore si recò ad un'osteriaccia che dava sul lago. Ma quando entrò nel cortile, guardando ove si potesse collocare, vide che da un'altra parte era entrato l'uomo nel quale erasi scontrato tante volte.

Dopo molte ore d'ozio e di noia voleva pure attendere a qualche cosa che appartenesse all'arte sua, ed essendogli entrato il desiderio di sapere chi fosse colui, gli si recò appresso per tentare di appiccar seco alcun discorso; il Bronzino dal canto suo, come si vide alle costole il Malumbra, lo guardò un tratto ridendo a mezzo, poi così gli disse:

«Oggi, amico caro, ci siamo incontrati troppe volte, perche io possa credere che sia al tutto effetto del caso.»

«È il mio pensiero questo che voi dite. E per la pura verità, è la quarta volta per lo meno che voi venite su miei passi.»

«Avete voluto dire che voi vi trovate sui miei.»