«Come vi piace, amico mio; ma se la cosa non è effetto del caso, è senza dubbio effetto del destino.»

«Del resto io non trovo che noi abbiamo a fare alcuna cosa insieme.»

«Chi lo può dire? a buoni conti siamo in sull'osteria, e se non c'è altro ci rimane a pranzare ad una tavola medesima.»

Qui il Malumbra, chiamato l'oste, che gli si fece innanzi con mille inchini,

«Si vorrebbe mangiare un boccone,» gli disse.

E domandandogli l'oste se aveva a preparare per ambedue, allora il Malumbra, facendo le viste che molto non gl'importasse della compagnia dell'altro, soggiunse:

«Per questo messere, col quale ci siamo incontrati, non so.»

Ma il Bronzino avendo presto detto all'oste: «Prepara pure anche per me, chè pranzo coll'amico;» senza più altro, l'uno rimpetto dell'altro, si posero a desco.

Preso un pane, spezzatolo, e ingollatine alcuni bocconi, come per passatempo, intanto che si aspettava si mettesse in tavola, il Malumbra con quel suo fare sbadato e freddo che gli era abituale, cominciò a mettere innanzi alcune parole.

«Il tempo continua innanzi ch'è una maraviglia; ma in quest'anno non c'è qui molta affluenza dei signori del piano, ed alle mie merci non c'è modo di far prendere il volo.»