—Corse voce per alcuni che fosse pistoiese; per altri fiorentino di patria; certo, al gentile idioma, toscano; e s'appellava Casella.
—Ahimè!—esclamò ella—l'amico di messer Lemmo nostro, che anch'egli poco fa si moriva! affezionato poi tanto a messer Cino! Amicissimo dell'Alighieri, cui musicava le canzoni, gli apprendeva il bel canto, e le cui melodie gli giungevan sì grate!
—E a' quali, vedete, ei mi commise, se in Toscana li avessi incontrati, di porger loro l'estremo saluto! E vi fu visitato, ricordo, da alcuni nobili cittadini, fra' quali da un Giovanni Villani; e, se non erro, anche dall'Alighieri, che mi fu detto trovarsi in Roma in quel tempo per cagione d'ambascerie.
—Ahi! la morte! la morte!—proruppe allora Selvaggia—quanto debb'esser più angosciosa, soli, in lontani paesi, senza il conforto de' suoi!....
Quindi con entusiasmo soggiunse:
—Deh! che vivano almeno e messer Cino e Dante! Viva il grande Alighieri per compiere il suo divino poema; del quale io, ecco qui, fra le prime ebbi in sorte d'aver trascritti alcuni Canti dalla mano stessa di Cino, e come cosa sacra per doppia cagione io li serbo! Il pensare che egli dalla sua [pg!244] Beatrice!.... O avventurosa! che seppe a tant'altezza di propositi, a sì divino concetto ispirare il suo nobil poeta! Sì; chiedo al cielo che Dante e Cino, con la gloria del nome e dell'opere loro, vincano alfine la crudeltà de' loro avversari, e si acquistino immortal fama presso ogni gente!
Benchè ora in terra d'esilio, astretti a separarsi da' loro concittadini, pur troppo discordevoli tanto!.... oh! ma alcuni però restaron qua avvinti ad essi di tale affetto!—e ripeteva con calore—di grande inesprimibile affetto!.... E voi, buon Romeo, pel cortese animo vostro, ritrovando messer Cino a Milano, voi spero glielo ridirete a mio nome, e del padre e del fratel mio, e di mia cugina Lauretta. E che di noi più non si scordi, e che per lettere il più presto ci mostri che non ci ha del tutto obliati!
—Riposto il piede sul suolo lombardo, sarà mia cura—rispose egli—non dubitate, di andare in traccia di lui, e fedelmente gli narrerò quel ch'io vidi, e quel che voi m'esponeste.
Cui ella:
—Grazie, oh! grazie! che il cielo vi assista!....