—E l'inverno con la neve?—soggiunse l'altro.

—Che vuoi! a meno che una voluta di essa che rotoli giù dal monte non ti ricopra, può essere il male di far la rotta: là, là, s'intende, spalarla, tanto per arrivare da un luogo all'altro.

—Oh! per questo!... la fatica non mi dà pena. Ma e la paga?—domandò Vanni già più tranquillo.

—Eh, caro mio! La paga, ti posso dire un po' più che a tagliar legna e a far del carbone: di brave lire e dei fiorini d'oro.

—Fiorini d'oro?

—E bada, ogni giorno!

—Ogni giorno tu dici? Ma dunque se io per mantener la mia famiglia...

—Sicuro, la tua povera famiglia!... a questi lumi di luna che non c'è un guadagno... e ora che l'occasione ti si presenta... e a lavorare per vivere sei obbligato... e ringraziare se te ne danno!...

—Per me—disse Vanni, cercando in certo modo di persuader se medesimo—oh! per me... che il padrone si chiami Musone, o un maremmano, po' poi che ci corre?—E si mise a riflettere; quindi alzò una spalla com'a dir: «che m'importa?»

—Anzi, di' pur che ci corre—soggiunse l'altro—perchè alla fatta fine Musone corre rischio d'essere strangolato.