—Ma adagio un po': allora anche noi!... sospettoso riprese Vanni.
—Oh! per noi non c'è pericolo, sta pur certo! O che c'entriamo noi? Non si va forse a opra anche qui? Vo' dire che noi lavoriamo per chi ci paga. Con questa differenza: [pg!250] che in maremma bisognava starci difilato per sette mesi: e qui.... Dimmi un po', ti par poco di poter lavorare quasi da casa, e la sera tornarsene?....
—Come, come? tornare anche?
—Non dirò mica tutte le sere; ma spesso. E poi, mi capisci? tornarsene con un bel gruzzolo di fiorini d'oro!
—Sì, sì, fiorini d'oro!—con fierezza esaltata proruppe Vanni—anch'io li voglio! Anch'io una volta vo' sentirmene in tasca qualcuno dopo aver lavorato, cani assassini di maremmi!—E parve questo l'ultimo scrupolo soffocato.—Se trovo qui chi me ne fa guadagnare, al diavolo voi altri! e qui con lui.... oh! sì; che mi preme? Con lui! Ma quando? Ma dove? dimandò infatuato del tristo divisamento, cui mano a mano l'avea spinto quel malandrino.
E questi, con un certo mistero:
—La notte che viene, quando sarà al suo mezzo farai di trovarti giù sulla Limentra presso quel ponticello di legno che vedi qui sotto—e glielo accennava.—Lì io stesso ti attenderò per condurti subito a opra. Addio. Ricordati che il silenzio è necessario più per te che per me! Tu m'intendi!
Uno strano mutamento si era operato in un subito nel cervello di quel povero giovane. Il fondo del cuore era buono: ma fino da' primi anni si mostrava intollerante della fatica. È così sempre la vicenda di chi, ricco o povero, non vuole avere un pensiero al mondo, e non vuol far niente, e si riduce a mal fine. Avrebbe volentieri campato alle spalle degli altri; ma non aveva avuto dal padre suo che l'eredità del lavoro. Questi, un povero spaccalegna, l'aveva avvezzato allo stesso mestiere, conducendoselo in maremma fin da ragazzo. Morto il padre, cominciò da prender moglie. In Maria a dir vero non poteva combinar miglior donna. Ella avrà avuto un vent'anni. Era sana, avvenente, e d'un'indole pacifica. Si eran presi per amore, e già una figliuolina, come abbiam detto, rallegrava la casa loro. Tutti i pensieri della Maria consistevano nelle faccende di casa, nel custodir la bambina, e nel tessere. Vanni tornato di maremma era sempre a opra o di qua o di là. Il vivere l'avrebbe raccapezzato, [pg!251] se egli del poco fosse stato contento. Infatti a veder la casuccia di Maria sì linda, e sì fornita del bisognevole, si poteva dire che vi era fra loro il ben essere. Ma egli con un carattere un po' arrogante e inclinato a darsi bel tempo; senza più a lato un padre severo; e con una moglie invece tutt'amorosa e fidente e credula qualunque cosa le avesse detto, e senz'averlo mai contrariato in nulla, incominciò a frequentar le taverne e a giuocare. In montagna la gente in generale suol esser casalinga, e di costumi assai riservati. La lontananza dalla città gli tien contenti del poco: e i lor passatempi e stravizzi si riducon fra gli uomini a far la domenica un po' di combriccola, a sbevucchiare del miglior vino, e a giuocare gli è vero, ma di quasi che nulla. E se uno cade in ebbrezza, l'altro subito lo compatisce e l'assiste, e a braccio lo riaccompagna in famiglia. La mattina poi tornati a opra, possono alquanto burlare sull'accaduto, ma non per questo che alcun se ne prenda, o che segua scompiglio.
Non è così però ne' luoghi di confine. Le son genti per lo più che si guardano in cagnesco, o si ricambiano le viziose abitudini; e allora sul vizio campano, e fanno campare. Costoro sono i così detti contrabbandieri: antichi quanto il maltalento di rubare a chi più ha, specie se è un Comune o uno Stato. Perseguitati dai governi limitrofi, hanno l'arte di nascondersi, di farsi prestar man forte dai vicini, e anche farsi reggere il sacco. Di qui il maggior guaio! Pensiamo ora come fosser terribili in que' tempi, dove que' piccoli Stati non avevan milizie stanziali; e quelle medesime che dovevan guardare i confini, si componevano di paesani, e di gente che, a mantenerli, per lo più ci trovavano il tornaconto.
Cotesta gente poi era spesso comprata dalle diverse fazioni: sicchè era terribile anche dal lato politico. Infatti dicevasi comunemente che la banda di Musone se la intendesse col partito de' Neri. Non forse coi rettori dei Comuni, ma certo co' Guelfi anche dell'alte classi i più arrabbiati, che volevano sterminare ad ogni costo ogni avanzo de' Ghibellini, per bramosia di soprastare, e di assumer essi il comando. E a tal fine per loro ogni mezzo era buono. Si [pg!252] sapeva che alla Sambuca facevano spiare a cotesta marmaglia ogni passo del ghibellino Vergiolesi: e per lo meno lo molestavano; appiattati come erano lì sul confine del Bolognese, nelle folte boscaglie del prossimo paesuccio che ancor si denomina della Moscacchia, quasi a levante sotto il castello della Sambuca.