Ma i Fiorentini, come narrammo, dopo avergli impedito il soccorso de' suoi partigiani; collegatisi co' bolognesi, tuttodì animavan costoro per aita di danari e di gente perchè alla perfine da quel forte propugnacolo il Vergiolesi fosse cacciato. Così solamente la parte Bianca sarebbe andata dispersa. Il rinforzo de' pochi giovani generosi che, come vedemmo, per tradimento non gli giungeva, ad ogni modo sarebbe stato sterile e tardo.
Il capitano dall'altro lato, dopo le prove già fatte, dopo i sacrifizi non pochi d'uomini e di denaro per potervisi reggere, non celava più a se stesso ed a' suoi la dura necessità cui dovea sottostare, e l'imminente pericolo. In tanto smarrimento di sensi a chi rivolgersi per consiglio?
Fra sì gravi e fortunose vicende non gli era rimasto degl'intimi e dei più fedeli, che un amico della sua giovinezza, quel monaco Buonaventura, che vedemmo già essere stato inviato a lui dalla Signoria di Firenze per trattare gli accordi sulla resa di Pistoia durante l'assedio. Or fu a lui che il capitano risolse di spedire un messo con lettera, al convento di Santo Spirito a Firenze, dov'ei dimorava, per averlo a sè. Bonaventura, ricevutolo appena, e udita la gravità delle cose, senza porre indugio si mise in via con lo scudiero del Vergiolesi, che gli aveva condotto un cavallo: e dopo un viaggio non breve, ed incomodo valutatane la fredda stagione, giungeva al castello. Un amico dal quale tu speri un sollievo, e che non esita un istante, anche con suo disagio, d'accorrere al tuo richiamo, gli è un beneficio che non ha pari. E tale apparve al capitano l'arrivo del monaco Buonaventura. Egli era uomo di circa sessant'anni; alto della persona, preveniente all'aspetto. Sotto quel saio batteva pur sempre un cuore, pel quale aveva saputo in duello ritrarre la spada dal petto d'un suo nemico senza ferirlo, perdonargli, abbracciarlo, e ripararsi in un chiostro! Adesso da quel volto traluceva la bontà vera; e dalle ciglia rase d'ogni baldanza, che per consueto dignitoso e modesto le sollevava a parlar con alcuno, la perspicacia delle cose del mondo. [pg!275] Palesategli il Vergiolesi le difficili condizioni che lo premevano, non esitò a porgergli quei consigli che più stimò utili ed opportuni.
—Ma ora—dicevagli il monaco—bisogna provvedere a questa povera tua figliuola. Amico mio, è tempo di raccogliere le proprie forze, e di non pensare che a lei. Io, io stesso, non dubitare, scriverò subito al Cardinale a Bologna, e quanto al castello, spero in Dio, rispetterà lo stato d'un padre che ha una figlia in tanta gravezza di male.
Egli infatti dopo il primo colloquio col Vergiolesi l'aveva visitata, e pur troppo non gli era sfuggito a che misero fine lentamente si conduceva! Selvaggia ei l'aveva conosciuta fin da fanciulla, e come amico di casa, era stato un di quelli ne' quali ella avesse posto più confidenza. Or non è a dire con quale sodisfazione ell'accogliesse la visita di quell'uomo di Dio! Gli aperse tutto il suo cuore: pianse e dolorò lungamente. Indi a poco le parole di lui sì miti e soavi, le giunsero come balsamo di salute: sicchè sollevata da' suoi celesti conforti, a grado a grado sentì rinascersi una quiete e una pace, che mai non avrebbe creduto.
Ma egli doveva aver la fortuna di potere in que' terribili istanti rassicurare quella gentile anche con una prova di fatto, opportuna e gratissima quanto meno aspettata.
È da sapere che Vanni, lo sciagurato consorte della Maria, aveva potuto, con la fuga e tenendosi celato, sottrarsi alla forca, alla quale furon dannati la più parte di que' della banda di Musone della Moscacchia. Poi, colto il destro, in una notte di pioggia e di buio il più folto gli era riuscito di giunger sicuro a casa della moglie. Non sarebbe sì facile a descriver lo stupore e il piacere che ne provò quella povera donna! Dopo un'assenza assai prolungata; dopo quello che si diceva di Vanni suo dell'essersi unito con assassini da strada; e infine dopo la morte ignominiosa che fu sparso avesser tutti subìta; una tal notte, udito picchiare all'uscio di strada, si sentì dire:
—Apri, son io.
—Chi? lui! Misericordia!—ell'aveva esclamato—possibile! Ma chi? (quasi dubitando)—e quegli.
[pg!276] —Ti dico, son io, Maria: apri subito, ti ripeto!