—Con la certezza, s'intende, di guadagnare una grossa somma chiunque di noi avesse spogliato que' messaggeri. Perchè le lettere del capitano le volevano in mano i Guelfi Neri; e quelle di messer Cino bisognava portarle a un certo messere che le pagava a prezzo d'oro; a uno sempre fuggiasco di lì e là per quei boschi.

—A chi mai?

—A un certo messer Nello de' Fortebracci.

—Lui!... e sempre lui! Eh! Di parte avversa e rivale! Perfido! quanto l'hai fatta soffrire!—esclamò fra sè il monaco agitando il capo, e incrociando le braccia.—Oh! ecco spiegato... povero messer Cino!

—E vi dirò—riprese Vanni—che col messo del capitano si sono anche battuti. Credo una prima volta; perchè dopo passava sempre scortato da quattro o sei uomini d'arme a cavallo. Ma al Fortebracci pare che premesser le lettere che andavano e si spedivano di Lombardia. Mi ricordo dell'ultima di queste lettere che venne in mie mani, perchè a quell'aggressione (chè a dirla le scansavo quanto potevo) ci dovetti stridere anch'io. Ma sopraffatti da una masnada di militi del capitano sbucati dal bosco, ci seguì un gran tafferuglio, e ci demmo tutti alla fuga. Visto allora che c'inseguivano, e che de' nostri chi se la svignava da un lato chi da un altro su e giù per quei macchioni, via a gambe io pure: finchè trovatomi in luogo da non esser raggiunto, mi ci acquattai, e non mi parve vero d'averli lasciati!

—Ma dunque voi avete...

—Sì, sì, ho la lettera; e anzi.... (e frugavasi in dosso) perchè voglio di quel che vi dico che n'abbiate una prova.... Eccola, vedete! (e gliela mostrava) stracciata un poco da questa parte....

[pg!281] Ma Buonaventura glie l'aveva subito levata di mano; e già a mezza voce e rapidamente l'andava leggendo.

—È diretta a Selvaggia! «Dopo la prima... del capitano nessuna nuova! E io che non sperava conforto altro maggiore che dalle vostre lettere! Io che tante volte vi ho scritto! E voi, possibile! mai, mai più un sol rigo! Oh! i tristi pensieri che mi si affacciano! Se non è una qualche grave sventura.... no, altro non posso credere! Che i vostri e i miei cari sappiano da voi il mio turbamento! Fra pochi giorni sarà al castello il vostro fedele

Cino de' Sinibuldi.»