Ma questo sforzo dello spirito avendo reagito potentemente sul corpo, di lì a poco sorpresa da più forte deliquio, quasi con le smorte labbra pronunziando tuttora parole di perdono e di pace, appena diè segno che la sua vita era spenta!
—Morta! ahimè morta!—Fu un grido di tutti, una desolazione ed un pianto. Solo suo padre non fece una lacrima! Rimase immobile e come stupido presso quel letto; intento solo a contemplare la sua Selvaggia distesagli innanzi non altro ora che un cadavere! Però l'atteggiamento di lui; un vecchio guerriero, alto com'era, il volto emaciato e contratto dal forte soffrire, ma dignitoso; con gli occhi avvallati, le braccia sul dinanzi in abbandono avvinte sol dalle mani; destava un senso d'inesprimibil pietà.
Dopo brevi momenti di questo quasi misterioso colloquio con la sua diletta figliuola, e fiso come ad attendere che da quelle bianche labbra, da quelle vitree pupille semiaperte gli venisse ancora un sorriso, si piegò alquanto sopra di lei: lievemente le compose la testa in mezzo al guanciale, come avrebbe fatto una madre alla sua creaturina allorchè si è addormentata, e lasciò che i suoi biondi capelli le scendessero intorno al volto. Le raccolse le mani fra le sue, poi dolcemente gliele dispose sul seno. Dopo ciò, di nuovo affissandola, con voce affettuosa e sommessa gli s'udì ripetere:—Selvaggia! figlia mia, figlia mia!—E mandato un forte sospiro, le chiuse gli occhi e la baciò in fronte. Tutti l'ammirarono con religioso silenzio, e niuno osò fare ostacolo a questo amoroso delirio del povero padre.
Era già per abbandonar quella coltre, quando un vivo raggio di sole, penetrato improvviso in quella funebre stanza, il volto di Selvaggia irradiò di tal luce, che, in quel modo [pg!288] che egli poi riferì, veracemente gli parve come quello d'un angelo.
A tal vista quasi che sopraffatto, tornò a lei, si prostrò a' suoi piedi, e rimase pochi istanti a pregare. Quindi risoluto si alzò per uscire. Ma prima si volse agli astanti, e in atto supplichevole disse loro:—Non vogliate lasciarla, ve ne prego! Che mi sia custodita!
Non osò dire:—Adornatela per recarla al sepolcro—tanto le parve ancor bella, e che in quell'aspetto non fosse ancora la morte!
Il giorno dopo, il lugubre suono della campana maggiore della chiesa annunziava agli abitanti della terra e delle valli circonvicine che la temuta sciagura si era pur troppo avverata! Quanti furon di que' paesani che avevan conosciuto la nobil donzella, e sentitone encomiar le virtù, e molti sperimentato grazie e favori da lei e presso del padre, compiansero tutti l'immaturo suo fine. Tanto più poi se ne dolsero perchè temettero che il capitano, anco per questo caso, abbandonasse la terra e il castello in potere de' Bolognesi: lo che, per l'affezione che avevano a lui ed alla parte sua, e per la sicurezza che ne ispirava, di troppo mal animo avrebbero sopportato; e dura poi e increscevole sarebbe stata la nuova signoria, per loro estranea e d'un avverso partito.
Si compierono i sacri funebri riti fra molto popolo salito al monte da ogni lato, affollatosi al tempio per rivederla e pregarle il riposo eternale. Alle schiere dei militi del castello che in severo e doloroso contegno le fecero scorta d'onore, s'aggiunse uno stuolo di quelle buone fanciulle e di altre del vicinato che con ceri accesi le stettero intorno al feretro, e l'accompagnarono con le lacrime fino al prossimo cimitero nel quale ebbe il sepolcro.
Colà, solo una rozza pietra, alquanto sollevata dal suolo, ne fece distinguere dov'ella giacque.
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