—Che sarà? Gravissimi fatti questa volta ho timore!—E in pochi detti colui gli accennava le cause e ne deduceva le possibili conseguenze.

—Importa dunque di prepararvisi, e senza indugio—ei concludeva.—Ma, e il Consiglio?

E l'altro:—In breve sarà adunato.—Intanto dimane—lo [pg!52] avvertì il degli Uberti—fate che messer Cino v'informi minutamente di ciò che accadeva a Bologna. Io attendo un messo da Pisa, un altro da Firenze. Voi vedete se il tempo stringe! Dalle nuove però i consigli e il provvedere.

—Sta bene. Andiamo adesso, chè alcuno in passando non ci oda, o ne prenda sospetto.

Nell'avanzarsi, il Vergiolesi incontrava il venerando vecchio Astancollo Panciatichi, uno dei magnati ghibellini che teneva banca reale, cui dimandò:

—Vorreste voi compiacermi di qualche nuova del vostro Vinciguerra?

—Per lettere, che mi spediva l'altro ieri col mezzo degli Spini, banchieri a Firenze, so che si serba in salute, e di presente egli è in Avignone. Onori per vero a lui non mancarono dal re Filippo. Ma che per questo? Che mi fanno gli onori, che conto i guadagni che la nostra banca là in Francia ci ha procurato, se io nol riveggo? La vecchiezza m'incalza, ed ei non dà segno di farmi sperare il ritorno. Ah! voi non sapete, messer Lippo, che sia l'avere un figlio esule e da tant'anni! Un figlio amatissimo che doveva essere il sostegno di mia vecchiezza! Perduta la consorte, non mi rimane che la mia povera Oretta; buona figlia che ell'è, ma per noi dati ai negozi, non bastevole a soddisfarci, nè io a curarla come vorrei.

—Ma perchè—soggiunse l'altro—ora che gli esuli Bianchi possono rimpatriare, non viene in soccorso di voi e del Comune, che ne ha tanto bisogno?

—E' teme sempre gli inganni dei Guelfi! Troppo omai li ha conosciuti anche in Francia! Razza di vipere e' li chiama, che in Corte del papa s'annidano, e per coperte vie, e sotto il manto di Santa Chiesa si fanno strada dovunque, corrompono ed avvelenano l'Italia.

—Pur troppo, ser Astancollo! Ma noi per questo dovremo perderci d'animo? Sfidiamoli a viso aperto, e la giustizia di nostra causa alla perfine vedrete che dovrà trionfare. Oh! io, ve lo giuro! quanto a me non cederò un sol passo, e farò di tutto per impedire che qui i Guelfi ed i Neri prevalgano.