E mentre ella riscossa si alzava, ed egli:

[pg!79] —In nome di quel Dio cui porgete preghiera, Selvaggia, per pietà, non mi rigettate!

—Oh! come! Voi qui?—disse ella. E già il primo atto fu quel di fuggire; ma poi consigliata dalla sua dignità, voltasi a lui con disdegno:

—Quale audacia!—proruppe.—Quale parole son queste? Nessun dritto io vi ho dato a concepire speranze; tanto meno a una sorpresa siffatta! L'animo mio, di già il sapevate, egli è irremovibile! E ciò vi doveva bastare per lasciarmi in pace, e per sempre!

—In pace voi, o Selvaggia! ma il mio cuore ponete in guerra, e crudele! Ve lo giuro! Niuna donna sarà come voi, nella mia casa, ricolma di dovizie e d'onori: niuna... ah! io cado a' vostri piedi: non mi togliete, no, quella speme che ho nutrita fin qui! Non mi guardate così fieramente! Posposto al mio rivale... Oh! allora io... disperato ch'io fossi... a estremi casi... Chi sa?... Voi, e me...

—Questo è già troppo!—replicò allora Selvaggia. Ed egli alzatosi:

—Le mie parole deh! non guardate!...

—Violaste ogni legge d'onesto cavaliere, e questo sacro asilo con un vil sotterfugio! Messer Nello de' Fortebracci, io v'intimo d'uscire!

Ed egli allora con un sospiro che parve un gemito:

—Oh!! io l'ho voluta dalla vostra bocca la mia sentenza! E sia! partirò; ma non io solo, altri, altri ancora porterà le pene della fatale repulsa!—E ciò detto, sparì.