E davvero che il momento terribile era arrivato! Il capitano generale pe' suoi esploratori, de' quali da vari giorni era un andare e venire, aveva potuto accertarsi che in quella mattina il nemico sarebbe venuto a oste sopra Pistoia. E infatti sul prim'albore un altro corriere era giunto che riferivagli, come il campo nemico s'era già mosso da Firenze tenendo la via di Prato; da dove, fatto alto per poco, doveva poi a gran passi piombar su Pistoia. Ma il dell'Uberti non era uomo da lasciarsi sorprendere. Per questo subito avea fatto l'appello delle cittadine milizie. Aveva poi adunati la sera innanzi tutti i capitani e i connestabili, affidati gli uffici, e da qualche giorno raccolti i militi de' castelli vicini con più cavalli che fosse possibile, e tutto disposto per far fronte al nemico. Ne sapeva già il numero, e la via che avrebbe preso; e solo ora premevagli di stabilire con quante forze e dove meglio si poteva respingere. Poco o nulla valeva allora la conoscenza de' movimenti strategici d'un esercito, quando la forza individuale in quelle battaglie era tutto. Non già le artiglierie (non ancora inventate), e neppur le fanterie eran per loro, come di presente, il nerbo e il poter di un esercito. Ma in campo aperto più che altro la cavalleria; [pg!92] negli assedi le valide mura, i molti viveri e la costanza nella difesa.
Stava il capitano nel suo palazzo in mezzo a' suoi ufficiali a spedir ordini per ogni dove, per poi salire anch'esso a cavallo alla testa delle sue schiere, allorchè arrivatovi il capitan Fredi, gli domandò con premura:
—Siamo noi sicuri d'una forte schiera di feritori, primi a far impeto sul nemico?
—Capitano, ne potete esser certo. Le nostre milizie son tutte in armi.
—I cavalieri?
—Assai valenti.
—Chiedeste loro quali volessero essere all'antiguardo?
E quegli:
—Bastò la dimanda perchè tutte le compagnie si profferissero come un sol uomo per ambir quest'onore. Sicchè ho creduto dover far ricorso alla sorte: ed essa, mi è caro di dirvi che è caduta sulla mia schiera. Capitan generale, sono ai vostri comandi.
Allora da soli a soli trattaron del modo da preferire in un'ardua intrapresa com'era quella. Quindi a voce alta il degli Uberti gli disse: