Avrebbe voluto persuadersi che quel suo fosse stato non altro che un sogno: ma pur troppo per lei e per quello sciagurato quelle parole non erano che un'orribile confessione! L'indole omai nota dell'uomo, e i suoi legami da qualche giorno notati anche più intimi col Fortebracci; il quale pel suo mal animo, e (quel che più l'affliggeva!) forse anche per vendetta di lei stessa, de' suoi e della sua parte poteva avervelo indotto; quella gentile ogni peggior cosa si dava a credere e a temere!

—Ma frattanto—diceva ella—che fare? a che partito appigliarmi? Chiamare il padre... il fratello e rivelare... si potrebbe, non dico; ma!.. no, no! costui non uscirebbe salvo di qui! Poi riflettendo seguitava.—Forse io stessa a destarlo... Ma allora io?... Se egli alzasse la voce! Se gente sopravvenisse!... Poi no... non ho forza;... il terrore e lo sgomento mi opprime! A dimane un consiglio. Miseri noi! Vergine santa, salvateci!

E si adagiò sulle coltri, e cercò ma indarno tutta la notte, alla mente spaventata e sconvolta, e alle membra stanche un riposo!

La mattina seguente nell'animo di Selvaggia non si agitò [pg!116] che un pensiero, quello di sventare un tradimento sì reo. Intanto però l'affanno, il timore, e la gran commozione che n'aveva ricevuta, glie l'avevan letto nel volto tanto la madre che messer Lippo; e ambedue la scongiuravano di dir loro la cagione quale si fosse. Tutto fu vano! Ella omai su di ciò per le ragioni già dette, sì delicate e degne di tanto cuore, se n'era imposto con tutti un assoluto silenzio. Ma il tempo stringeva! Lo sciagurato era già di guardia alla porta! Sicchè volendo tentare quel miglior modo che il suo animo le suggeriva, mandò nel momento pel fratello messer Fredi, a quell'ora capitano di guardia alla porta Gaialdatica, pregandolo a volerle permettere quella mattina, come altra volta, di seguirlo quando sul mezzo del dì dovea perlustrare nell'interno le fortificazioni delle mura. Non appena n'ebbe avuto l'assenso, che fattasi apprestare il suo bianco palafreno, col fratello e un suo scudiere percorsero lungo i bastioni tutta quanta la cerchia. S'arrestarono qua e là, e via via andavano chiedendo di quell'opere di bastite, erette in breve quasi che per incanto, e ne lodavano e confortavano gli operai ed i militi.

Ma a Selvaggia in quel giorno stava a cuore ben altra cosa; cosicchè la rivista procurò s'affrettasse più dell'usato. Giunti però alla porta di Ripalta, Selvaggia chiese al fratello di salir su sul torrione, e di rimanere alcun poco presso il parente capitano Di-Fede che n'aveva la consegna, per bene osservarvi, diss'ella, il campo nemico. Consentì subito messer Fredi: e consegnati i cavalli allo scudiere, ascesero entrambi per la interna scala alla piattaforma di quel munito fortino, dove nella parte più alta sopra un esterno ballatoio stava a vedetta notte e giorno una scolta; e v'era poi nell'intorno una piccola stanza pel capitano. Messer Fredi lasciata a lui la sorella, tornò in basso per conferire col padre suo, venutovi ad appostare le milizie che volle qui molte a difesa d'un sito il più minacciato.

Allora Selvaggia, voltasi al capitano, che pieno d'ilarità si compiaceva dell'isperata fortuna di quella visita; raccolte tutte le forze dell'animo, con volto austero così prese a dirgli:

[pg!117] —Non attribuite no a curiosità ed al caso il mio giungere a voi. Bramo, sì, che tale apparisca pel vostro meglio: ma, troppo grave cagione mi spinge qui a favellarvi in segreto!

E allora vibrando la voce e li sguardi sopra di lui:

—Or ditemi, messer Tingo, non vi rimorde nell'animo nessun delitto, che al cospetto di qualsiasi vostro concittadino dobbiate arrossirne e tremare a comparirgli dinanzi?

—Selvaggia!—riprese subito egli—che parole sono queste? a me che dite mai?—A voi in nome di Dio!—rispose ella con forza e con dignità—A voi messer Di-Fede, io mi rivolgo, e dolorando nell'anima vi dico: capitan della guardia, voi siete un traditor della patria!