Così vaneggiando, ogni dì più alimentava nel cuore quell'indicibile affanno: e intanto vedevasi spegnere a poco a poco fra 'l cordoglio de' suoi quella vita sì cara!
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[CAPITOLO XI.]
FERMEZZA A RESISTERE.
«Ora si comincia per quelli di fuori e per quelli di dentro a far grandissima e crudel guerra.»
—— Istorie pistolesi.
Sebbene i Pistoiesi già per due volte avesser respinto un assalto, che, quando i nemici fossero entrati in città, poteva condurli agli estremi, non ignoravan però che l'assedio da ogni parte si faceva più stretto, ed era loro impedito di far raccolta al di fuori di vettovaglie, delle quali ogni dì più si vedevan mancare. E questo era il colmo di lor disgrazie! Profittavano, è vero, del favor della notte per mandarne in cerca, particolarmente dal lato della montagna, che essendo di tutto il distretto lo spazio di terreno il più ampio e folto di boschi e di selve, non era ancor ben guardato, pel gran numero di militi che v'occorrevano. Ma da qualche tempo quelle spedizioni riuscivano a poco o nulla non solo, ma quasi sempre di danno a chi le imprendeva. E nondimeno avresti veduto povere donne del popolo partirsi dalla città scalze e bruche, con sacchi vuoti sul braccio: esse, perchè degli uomini v'era troppo bisogno; e sfidare e deludere la vigilanza de' militi che a brevi intervalli stavano a guardia della cinta d'assedio. Alcuni de' quali, vedendo donne, e senz'alcun carico, ci scherzavano alquanto; ed esse, le meschine, pur di passare, a quelli scherzi di parole facevan finta di corrispondere, [pg!131] benchè nel cuore li detestassero: poi a cotesta soldataglia straniera, purchè fosse ben pasciuta poco in fondo importava. Altri di loro se sdraiati o dormigliosi, tanto più chiudevano gli occhi. Lo che non sarebbe accaduto se fossero stati Fiorentini o Lucchesi, o de' fuorusciti che erano inesorabili.
Quelle donne, una volta passate, le avresti vedute andarsene a frotte per le vie più traverse e più ripide; salir su pe' monti di castello in castello fino a quelli più alpestri di Sanbuca e di Treppio, non guardando a pericoli od a fatiche pur per poter chiedere in ogni capanna a buone genti per elemosina e a qualcun per danaro, da fare un carico di vettovaglie. E ciò pel grande amore che avevano alla terra natale; e perchè i padri loro, i fratelli, i consorti che ne curavano la difesa, non mancassero di nutrimento. E sulle prime potevano anche tornarsene: s'intende sempre in certe ore notturne, e dopo essersi assicurate che quelle solite guardie erano immerse nel sonno. Con più pericolo è vero, ma a una a una, col sacco pieno sulle spalle o sul capo, giungevano spesso a rientrare in città. E allora oh! che gioia non recava a que' prodi il loro ritorno! E quanta poi non ne provavano le poverette a vedersi riuscite in un'opera sì rischiosa, ma sì utile per la lor gente, e di sì stretto bisogno! Di modo che avveniva che, un primo rischio superato, le animava a sfidare il secondo. Perchè a dir vero la donna per amore si mostra di tal coraggio, che sa toccar gli ultimi termini del pericolo, ed è capace di qualsiasi sacrifizio.
Ma come i Fiorentini si furono accorti di questo via vai, s'afforzarono da quella parte per modo, che rari eran quelli che vi potessero far tragitto. Pur per moneta e furtivamente sopra giumenti, o per persone che solevan portar masserizie, qualche carico vi si potè introdurre. Non fu però più possibile quando il fosso di cinta fatto da loro, fu tutto chiuso da grandi steccati, e vi eressero le bertesche. Accadde anzi che fin d'allora, messi in sospetto più d'una volta, al vedere in pieno giorno qualcun dalle porte avanzarsi verso di loro; una schiera di fanti, coperti de' loro ampi scudi, li rincorsero ad archi tesi fin dentro le mura; e non si ritrassero [pg!132] senza prima aver fatto una scarica di frecce, alcune delle quali svettando le mura cadevano anche in città.
È da sapere che il castaldo, o come or si direbbe, il fattore del tenimento del Castel di Vergiole, era un tal Pier Antonio marito di Margherita, la quale abbiam visto sì ben affetta alla casa de' Vergiolesi, e però chiamata spesso in città con una sua figlia, Maria, a' lor servigi. La buona donna con più piacere solea trattenervisi ogni qualvolta potea condur seco la ragazza; perchè poi vi ritrovava il suo figlio Guidotto, scudiero di messer Lippo. Al cominciar poi dell'assedio non si potè più parlare di levar Maria dalla casa paterna.
Ma un altro figlio non meno animoso era rimasto a Vergiole in compagnia del vecchio padre, a sbrigar le faccende della villa, e diriger l'opere pe' campi. Bindo, tale era il suo nome, di poco era minore del fratello Guidotto, ed ambedue si amavano di gran cuore. Usi poi al castello a conversar di continuo co' figli de' lor padroni, coi quali eran quasi coetanei; per indole buona avevan partecipato a que' nobili sentimenti, tanto a riguardo della famiglia che della patria.