Dopo la visita al capitano, messer Cino, tanto intimo di famiglia, non potea dispensarsi dal farne una di condoglianza [pg!156] a Selvaggia. Ella era tutta sola nelle sue stanze con quella buona Margherita, che avendo assistita sua madre, pregata rimaneva con lei. Fu un dare in un pianto dirotto allorchè Cino le si appressò. Egli aveva già veduto con quanto amore avesse assistito la madre fino agli estremi; e per molti disagi sofferti prima ed allora, temeva assai di sua salute. Da quel tempo in quale stato dovè rivederla! Le sue vesti color sanguigno facevan risaltar maggiormente la pallidezza estrema del volto, che agli occhi di lui non apparve meno attraente. E pur troppo quella gentile soffriva molto tuttora.

—Lasciate—disse Margherita a messer Cino chiamatolo a parte:—queste lacrime spero che le saranno di qualche vantaggio. Non vi so dire i suoi patimenti per non aver potuto finora ottener questo sfogo!

E com'essa alquanto si fu calmata:

—Oh sì, messer Cino—gli disse—se questo è un bene, ecco quello che provo per la prima volta dopo tante sventure! Ho dovuto però averne anche un'altra; quella di non poter esser del numero dei parenti e delle amiche ai funerali della mia povera madre! E chi sa il mondo che n'avrà detto! Ma crediatelo, mi fu impossibile! Ero priva affatto di forze e il cuore mi si spezzava!

Questo costume, che fino i più stretti parenti si recassero all'esequie ad accompagnare il defunto, in Toscana era allora un sacro dovere, e da ogni classe di cittadini scrupolosamente osservato. Pietoso uffizio, che ora in Francia e altrove è debito sacro; e che anche in Italia da una sospettosa polizia non più contrastato, or, com'occorra, s'adempie quasi dovunque.

—Selvaggia!—replicò egli—oh! per questo che dite mai! La città non ha potuto che sempre ammirarvi, e in que' giorni rispettò molto il vostro grave dolore. Nessuno, ve l'assicuro, che non desse una parola di compianto alla degna figlia de' Vergiolesi: nissuno di noi cittadini d'ogni ordine che non chiedesse con ansia di vostra salute! Voi sapete se ci è cara, o Selvaggia! Deh, per pietà fate animo! Chi sa ancora a quante prove dovremo esser serbati con quest'ostinazione a resistere!

[pg!157] Ed ella:

—Oh! questo di dovere stare col battito al cuore, con l'animo sospeso ogni dì pel povero padre mio, e per mio fratello!... Questo di vedere per la città tanta gente languire, nè aver modo bastante a soccorrerla!....

—Però—soggiunse egli—sento fra 'l popolo che le annegazioni vostre per aiutarlo le riconosce e vi è grato.

E Selvaggia: