—Oh! che s'avveri il vostro buon augurio; e quella stella propizia che mai non si perda!
Ma intanto le pubbliche sciagure crescevano ogni dì più; e lo sgomento, se non sulle labbra, era nel cuore di tutti. Al nuovo spedale pochi sopravvivevano, perchè le ferite erano state corpo a corpo, di lancia e di spada le più micidiali. Della poveraglia eran molti che, rimasti senza lavori, se n'andavano per le vie macilenti e cenciosi: e ora poi rattrappiti dal freddo, facevano capo alle chiese tanto per respirarvi un'aria più tepida, e stender la mano a chi vi giungeva, e mettere insieme da comprare un pezzo di pane di schietta crusca, o qualche po' d'erba che pur costava assai cara. Però, mirabile a dire! Si sentivan divorare dalla fame; ma dal mendico come dal ricco non si fosse ancora in pubblico articolato un lamento! Soffrire, soffrire e resistere, pareva la parola d'ordine fra di loro, finchè i rettori non avesser prescritto altrimenti. Per colmo de' mali s'aggiunse in quell'anno, come abbiam detto, una rigidezza di stagione eccessiva. Gli appennini eran tutti ricoperti di neve. Qualche poca n'era caduta anche in città; e a tutt'altro dovendo impiegar le braccia che a toglierla dalle vie, v'era rimasta; e fattosi sereno, si doveva camminare sopra un lastrico di ghiaccio.
Una tal mattina il vescovo all'alba, com'era solito, aveva assistito di casa al mattutino di Cattedrale, dalla grata d'una finestra che rispondeva rimpetto alla cappella di S. Jacopo. Quindi fatto un giro al letto de' suoi malati, si disponeva ad uscire per la visita consueta allo spedale del Ceppo. La neve fin dalla sera precedente cadeva a fiocchi di nuovo, e a quell'ora era alta per tutte le vie. Allorquando per avere udienza dal vescovo si presentò nella sala un tal frate in abito bianco di lana, con sopra un lungo mantello bigio; e su di esso da un lato una croce vermiglia e due stelle di [pg!159] simil colore in campo bianco. Era uno dei frati di S. Maria; di quell'Ordine cavalleresco istituito da Urbano IV per combattere gl'infedeli e i violatori della giustizia: ma per la vita troppo molle ed agiata che conducevano, il popolo a quel tempo gli additava col nome di frati gaudenti. Degenerarono poi a segno da non potersi più tollerare; e papa Sisto V nel 1585 li soppresse del tutto. Introdotto costui, dimandava una grazia che solo il vescovo poteva concedergli. Ed era quella di affermargli in iscritto la esenzione di una imposta straordinaria del Comune per sovvenire a tante strettezze. La dimandava in virtù di un decreto di papa Gregorio IX, che con Bolla del 1234 pronunciava privilegiate d'ogni carico laicale le persone che a quell'Ordine appartenevano. Narran gli storici che il Comune di Siena vedutosi di tanto scemate le imposte, perchè molti per non pagarle, anche con moglie e figli, si andavano ascrivendo a quell'Ordine, nel 1285 provocò per tal causa un giudizio dei più valenti giureconsulti, fra i quali quello del celebre Accursio; ed essi stabilirono essere impertinenti le pretese di questi cavalieri. Dopo di che il Comune ordinò che le case de' cavalieri renitenti alle imposte fossero rovinate.
Ora il vescovo all'udire ne' giorni di tante miserie questo rifiuto d'un uomo assai ricco a dar l'obolo a' suoi concittadini, benchè non ignorasse quel privilegio, fu preso in un subito da forte sdegno, e
—Come! come!—esclamò. Ma raffrenatosi com'era solito quando doveva ammonire, e ricordando la sua missione e il suo prezioso tempo da spendere, ricompostosi alquanto: Come dunque? Vorresti tu, frate, che così su due piedi, mentre son per uscire!... Ma e poi! in questo stremo di miserie, di freddo, io!... cagione forse dovrei esser io! se mai!... che una gente irritata, furibonda, venisse a insultarti, e a smantellarti la casa? Frate! La dimanda oggi, lo vedi, non è opportuna, e per di più insulta altrui non solo, ma lo dirò pure, la carità; e te pone in pericolo! Desisti dunque, te ne prego! Mi tarda d'uscire. Se altro non t'occorre...
—Oh! no: se per questo non parvi tempo...—così com'a dire: ne parleremo altra volta.
[pg!160] E allora tutto riguardoso soggiunse:
—Ma dove andate voi, padre nostro, stamane a quest'aria gelata, e con la neve fino al collo del piede?...
—Vado all'ospedale da' miei malati.
—Misericordia! esporvi fin là, voi che ci siete sì caro!....