—Mi s'apre il cuore! Parenti, amici! (e a uno a uno li chiamava a nome e se li prendeva per mano) se sapeste con che piacer vi riveggo! Eh, eh! siete molti stasera! Bravi! Qui da' miei a vegliare un po' insieme.

[pg!181] Ed essi l'un dopo l'altro a rispondergli parole d'affetto.

—Molti, sì—soggiunse Pier-Antonio, e con un sospiro prolungato.

—Ma, non tutti! non tutti! Ci manca uno!... oh! il mio povero Bindo!...

E com'ebbe pronunziato un tal nome, stè di nuovo in silenzio, interrotto però dai sospiri di quella buona gente.

—Siedi, siedi—riprese poco dopo il buon vecchio—qui presso a me.—Ed ei così fece.

—Eh! Dio me lo dette, Dio me l'ha tolto, ed egli n'era il padrone. Ma a dir come! con quale strazio! e perchè, e perchè! Oh! chi lo avesse pensato!....

—Intendo, padre mio! immaginatevi!....—soggiunse Guidotto.—Ma no, non dite più oltre, perchè abbastanza fui lacerato dal duolo, e anche da un po' di rimprovero quando me lo vidi dinanzi a quel modo! E poi tutto il tempo che l'assistei, finchè....

E qui sentendosi tremar la voce, per non rinnovar la storia di quel fratello e della sua morte, di cui era stata spettatrice la stessa madre, e' si tacque.

—E tu, figliuol mio—seguitò Pier Antonio dopo un momento—da quelle belve come hai potuto scampare? E il nostro padrone? Anche lui!.... ha perduto.... pur troppo lo so! e due spine crudeli l'hanno trafitto! E dimmi: fra tante fatiche e traversie, e in là con gli anni com'è, si tien saldo in salute?