—Lasciamo andar di me, padre mio; mi son trovato a tanti pericoli! Basta, vi vo' dir questa.
—Oh sì, raccontami un po'!....
—Figuratevi! Un giorno bisognava al solito scortare quella povera gente che s'arrischiava per noi a raccapezzar de' viveri per la campagna. Era di notte. Il capitan de Reali guidava noi (pochi fanti) che si scortava fuor di città que' dieci o dodici fra uomini e donne. Si pensò di non montare a cavallo per non far rumore, e passarsela senz'esser visti. Veniva l'acqua come Dio la mandava! A questo tempo, si disse, que' poltroni di guardie (eh! se non fosse stato il gran numero!..) avranno altro che fare che venir dietro a noi! [pg!182] E detto fatto. Ci riuscì que' poveretti di passarli sicuri. Li lasciammo lì con un addio alla buona tornata; e noi pel greto del torrente Brana, fracidi intinti, a gran fretta riprendemmo la via per tornare in città. Quando da una capanna vicina che a quel buio non s'era scorta (e forse si poteva scansare) escon fuori quattro di quei Mori Catalani tutti armati che s'avventano a noi come tanti leoni! Un di quelli m'aveva già ferito a una spalla. Io però, che credete? non stetti a dir nè ahi nè guai. Batti ch'io batto! E con la spada a far ruota, finchè mi riuscì di salire sopra un piccol rialto. Il capitano due de' loro dopo una lotta accanita li aveva fatti rotolar nel torrente. Ma era sempre alle prese con altri due. Allora io diedi un grido perch'ei sapesse dov'ero. E di fatti eccotelo lì sotto a me: sfinito però, e sul punto d'esser massacrato da loro! Ma io con un dei nostri.... Un colpo per uno a que' demoni, che urlando stramazzarono a terra: e allora a gambe, potete credere, rientrammo in Pistoia.
—Misericordia! povero Guidotto!—esclamaron tutti—a che casi vi siete trovato!
—E a quanti altri, cari miei!—soggiunse egli.—Di questi casi però è meglio di non parlare. Mi vedete sano e vi basti. Quanto poi al padrone messer Lippo, vi so dir, padre mio, che è valido battagliero come poteva essere in gioventù. Se de' crepacuori ne ha avuti, Dio lo sa! Ma il dolor non l'abbatte: ad ogni costo e' vuol fare i suoi fatti.
—E la nobile damigella Selvaggia?—soggiunse Pier-Antonio.
—Egli non vive ora che per lei. Ma però è tanto abbattuta di salute e di spirito!....
—Sì, ditelo a me!—replicò subito Margherita.—Dalla morte di sua madre vi posso dire che non ha avuto più bene. Datemi poi li strapazzi nell'assedio, e quello star sempre in pena pe' suoi; e l'aver voluto ad ogni costo seguir suo padre in un fortilizio siccome quello, dove sta male d'abitazione e di vitto, e sempre poi col cuor sollevato: mentre poteva qui al castello.... con madonna Lauretta.... con tanto buona signora!.... proprio degna d'essere unita a quella pasta d'oro di messer Fredi! Per eguagliar la buon' anima [pg!183] della madre di lui, di madonna Adelagia, bada Guidotto che ce ne vuole! Ma però si direbbe che questa sua sposa par che si studi di somigliarla! Figurati! Non passa giorno che non mandi o non venga da sè a prender nuova della salute di tuo padre.
E Pier-Antonio con voce commossa:
—Altro, s'egli è vero! Figliuol mio, si puol dire che la casa de' Vergiolesi con madonna Lauretta ha riavuto il suo angiol custode!