L'operazione è fatta da apposito carnefice che stacca queste

membra all'articolazione, operando prima una incisione circolare; ne fa poi speculazione sua, chè se il paziente paga qualche tallero, l'operazione è fatta per bene con un'arma affilata, ma se invece non ci sono quattrini, il coltello non taglia e lascio immaginare cosa soffre il miserabile. L'operazione dev'essere fatta in pubblico, a titolo d'esempio, e il condannato deve starsene al posto del supplizio fino a sera, accanto alla sua mano ed al suo piede staccati; nessuno, nemmeno della famiglia, può prestargli soccorso nella giornata. Per fermare l'emorragia, l'operatore stesso appena finito il taglio vi applica della terra asciutta o della sabbia ben fina. E ad onta di questo, moltissimi campano, e ne vedemmo di cicatrizzati meglio forse che se fossero stati operati da alcune nostre celebrità.

Come pena, per delitti minori, vi sono anche le bastonature.

Finita l'udienza del tribunale, che per nostra disgrazia durò tre ore, passammo nel tucul del governatore, dove fummo serviti di tecc che fece accrescere l'appetito che già ci tormentava. Rimontati in sella eravamo verso le tre di ritorno al nostro quartiere generale.

Il nome del governatore è Ghedano Mariam, che vuol dire Figlio di Maria.

La cattedrale di Adua è, come vedemmo, l'edificio che corona l'altura su cui sorge la città. Due cinte circolari vastissime e di raggi di una decina di metri di differenza, racchiudono il cimitero, le cui tombe non sono che semplici pietre ammucchiate, tanto da ricordare il posto della sepoltura. Al centro della seconda cinta, sopra una piattaforma rialzata da otto o dieci gradini, sorge la chiesa: il tetto conico in paglia porta al vertice una specie di sfera dorata sormontata da una croce ornata con uova di struzzo; le pareti alte circa quattro metri, di circa 26 di diametro, di forma circolare. Il muro esterno è continuamente alternato a pilastri e finestre chiuse da griglie in legno; nessuna

intonacatura ai muri, nessuna modanatura nè ornato. Concentrico è altro muro, lasciando un corridoio in forma d'anello di circa tre metri di larghezza, riservato al pubblico devoto; entro questa doppia cerchia sorge ancora un edificio rettangolare, all'infuori tutto dipinto con episodi della storia sacra o fasti dell'armata abissinese. Sul davanti, la Vergine e San Giorgio ai due lati, e nel mezzo l'apertura che mena alla camera interna riservata ai preti. Sollevata, col permesso dei sacerdoti presenti, una cortina, regalo della regina d'Inghilterra, fummo ammessi ai misteri di quel santuario, Non v'è al centro che una edicola in legno, specie di confessionale di poco più di due metri di lato, dove nessuno entra mai, ma solo si appoggia il libro di preghiere al davanzale di un finestrino, e i preti vi stanno attorno a leggere e pregare. Nel circuito esterno sta il campanile costituito da tre dadi sovrapposti, di lato decrescente, e sormontati da una cupola acuminata. È questa la più gran chiesa che oggi esiste in Abissinia; il progetto e parte dell'esecuzione sono dovuti al bravo Naretti.

Cattedrale di Adua

Passammo a vedere gli arredi sacri e gli utensili pel servizio religioso. Molto ricche ed originali sono le croci cofte in bronzo ed argento massiccio. I bornus che vestono i preti durante le funzioni, in raso azzurro con ricami in sete a vario colore e grandi ornati e fermagli in argento lavorato ad uso filograna; il cappello, il baldacchino ad ombrello, il turibolo in bronzo dallo stile bizantino, il campanello ad U coi dischi in lamina d'ottone, che scorrendo su fili e battendo un contro l'altro producono il suono; le croci in ferro che i sacerdoti devono sempre tenere fra mani e servirsene per farsi il segno della croce. Cose tutte che difficilmente potrei descrivere e che siccome credo piuttosto interessanti riproduco alla meglio colla matita. Le stoffe sono tutte importazioni dall'Europa o dall'India, ma tutto il resto è fatto in paese, e parmi strano assai come, dove quasi