ogni traccia di civiltà è scomparsa, dove non ne resta neppure la reminiscenza per tutto quello che costituisce comodi della vita od organizzazione sociale, abbia potuto conservarsi l'uso di questi utensili e la relativa industria.
Questa è assai limitata in Abissinia, e si riduce a pochissimi rami ed a singoli individui che la professano. Si fila il cotone di produzione indigena e lo si tesse con telai affatto primitivi per fare gli scemma, di cui però la riga rossa è fatta con cotone importato, non conoscendosi in paese l'arte del tintore.
Si lavorano un pochino le pelli e se ne fanno selle, bardature per cavalli, sandali, astucci per le armi; si lavora il ferro, che si trova poco meno che puro in natura, e se ne cavano rozze lance e lame per sciabole.
In qualche provincia si fanno panieri bene intrecciati con scorze di palma o di canne palustri; uno o due individui forse, sanno lavorare il bronzo, importato, per farne gli utensili dei quali parlai, e qualche altro lavora l'argento, ottenuto fondendo i talleri, per farne collane, braccialetti, anelli, spilloni per la testa, ornamenti per chiesa.
È sorprendente vedere come possano ottenere una relativa finezza e perfezione di lavoro, mentre il loro laboratorio è una miserabile capanna, la tavola da lavoro, la terra, la fucina, un fuoco acceso contro due pietre disposte ad angolo e ravvivato dal soffio ottenuto comprimendo una pelle da capra; i ferri, qualche rozzo scalpello o punta d'acciaio. Tutto si ottiene colla gran pazienza, che il tempo val poco e il vitto costa meno.
Ebbi la fortuna di trovare in Adua un turibolo di nuovo finito, e il fabbricante che me lo vendette mi confessò che gli costava tre mesi di lavoro.
1. Braccialetti. 2. Turibolo. 3. Collane.
1. Distintivo dell'ordine cavalleresco di Salomone. 2. Croce cofta. 3. Campanello da chiesa. 4. Spilloni per testa.