— Di Giacobbe Dejas e di Bachisia Era! — disse il pescatore, che diventava allegro.
Giacobbe fece atto di gettarglisi sopra. — Io vi accoppo! — gridò, con gli occhietti verdi d'ira.
— Ah! Ah! Ah! Assassino!
— Silenzio, sss... non son cose da dirsi, — disse zia Anna-Rosa.
Giacobbe bevette due bicchieri di vino e cominciò a ridere un po' forzatamente, guardando la sorella e il pescatore.
— Ecco, maritatevi voi due! Isidoro Pane, mia sorella è ricca; eppoi non vedi come è fresca? Sembra una bacca di rosa selvatica. Dicono che ella abbia trovato un'erba meravigliosa e ne faccia un decotto che tiene fresca la pelle.
— Che Dio ti benedica; tu sei così curioso! — disse la donnina.
— Sì, maritatevi. Io voglio. Mia sorella è ricca. Ciò che è mio è suo, perchè io morrò prima di lei. Non so perchè, credo che morrò presto: credo che debbano ammazzarmi...
— Va là; è il vino che oggi comincia ad ammazzarti...
— Fratellino mio, che dici tu? Per le animuccie del Purgatorio, cosa dici tu? — esclamò atterrita la sorella.