— Anche qui, anche qui! — disse zia Bachisia, che aveva capito tutto.
Appena ebbero cenato, le Era uscirono per andare dall'avvocato.
— Dove le farete dormire? — chiese Paolo. — Nella camera dei forestieri?
— Sicuro. Perchè?
— Perchè veramente volevo starci io lassù: qui si soffoca. Qual migliore forestiero di me?
— Abbi pazienza fino a domani, figliolino mio. Esse sono povere ospiti...
— Oh Dio, che barbari costumi, quando finiranno? — egli chiese indispettito.
— Lo chiedo anch'io, — disse zio Efes Maria, che s'era messo a leggere il giornale. — Mi rompono le scatole queste donne. Ebbene, cosa ne dici tu del nuovo Ministero?
— Io me ne infischio, — egli rispose ridendo, perchè ricordava quel personaggio della Dame chez Maxim, delizia del teatro Manzoni, del quale egli era un habitué.
E andò a guardare certi libri che aveva riposti in una nicchia in fondo alla stanza. Minnìa e il fratellino erano usciti nel cortile; Grazia, seduta davanti alla tavola, coi pugni nelle guancie, guardava sempre lo zio. Ed egli le si rivolse: