La fiera di bestiame, che si fa ora nella terra di Pomarance, si teneva allora sulla sponda sinistra del fiume Cecina presso il Ponte di Ferro nella adiacente pianura percorsa dalla via di Pomarance, e Garibaldi era passato appunto di là il giorno innanzi per andare al Morbo, cosicchè facendosi la riunione sui due lati della strada, la sua vettura nel giorno dipoi avrebbe dovuto passare in mezzo a tanto popolo adunato, e fu fortuna che questo incontro venisse a caso schivato. — Era in quel giorno il Serafini alla fiera come deputato del Comune di Pomarance, e il Guelfi vi si trovava per suo diporto. — Li prese il Bicocchi ambedue in segreto, e riferì loro essere necessario che si portassero subito al Morbo, essendovi, come disse, due personaggi colà rifugiati da salvare. Nè l'uno nè l'altro avevano di bisogno che una tal cosa fosse loro detta due volte, quindi lasciata il Serafini la deputazione, e il Guelfi gli amici, si posero in via per provvedere al soccorso di que' due proscritti di cui ignoravano il nome, nè questa era cosa nuova per essi che si erano affaccendati in quei tristi tempi a salvare dall'ergastolo e dalla morte quanti più patriotti esuli avevano potuto. — Ora si aspettavano di soccorrere tutt'altri che il più grande campione della libertà italiana. — Sapevano il Garibaldi scomparso dalla scena politica da circa un mese, e tutto faceva credere che dalle rive dell'Adriatico, ove era succeduta l'ultima catastrofe della sua schiera, egli avesse già trovata una via di salvezza per l'America, e in ogni caso mai pensavano che potesse essere in quei paraggi. — Stabilirono strada facendo che mentre il Serafini sarebbe corso ove si trovavano i profughi, il Guelfi anderebbe ad aspettare a San Dalmazio, ed ivi insieme, a seconda del bisogno, avrebbero concertate le misure necessarie al salvamento. E così fecero, per cui il Serafini correva difilato al Morbo, vi arrivava circa le due pomeridiane, ricevuto dal Martini come angiolo liberatore, ed introdotto presso i due profughi, a differenza degli altri che avevano fin qui soccorso l'Eroe, lo riconosceva a prima vista per averlo veduto a Livorno nel suo sbarco dell'Ottobre antecedente, e dopo vinta la sorpresa tanto naturale per così inopinato incontro, con voce franca e slancio patriottico disse: «Generale, disponete di me.» Ed il Generale intese dalle poche parole e dagli atti come potesse aver piena fiducia di chi gli offriva i suoi servigi, onde, abbracciandolo come un vecchio amico, rispose: «Portateci al mare e presto, e saremo salvi.» E, come sempre, non s'ingannava nè sulla via da seguirsi, nè sulla sollecitudine di tentarla. Sapeva guardate a vista tutte le vie di terra, e praticata una crociera attivissima dai legni austriaci sulla spiaggia adriatica; se nella sua lunga traversata dall'Appennino al Morbo avesse lasciato sentore di sè, non sarebbe mancata un'altra crociera sulla spiaggia tirrena per chiudere l'ultima via di scampo all'Esule temuto, che si voleva avere ad ogni costo nelle mani. — E la crociera fu posta infatti, ma troppo tardi. — Garibaldi era già in salvo da tre giorni quando la costa fu sorvegliata. — Egli non s'ingannava neppure nel supposto di lasciare dietro a sè sentore del passaggio; trovò ovunque amici fidi che si posero ad ogni rischio per lui, ma erano troppi per conservare tutti il segreto, ed è certo che in ogni luogo pel quale passò Garibaldi, se ne propagò la notizia poco dopo la partenza. — Il suo nome era troppo grande e popolare perchè potesse restare segreto.

Brevi furono gli accordi, e Serafini propose come temporario asilo la sua casa di San Dalmazio intanto che si fosse potuto provvedere allo scampo per la via di Maremma, e accennava alla presenza del Guelfi tutto disposto a prestare l'opera sua. In poche parole fu concertato che sull'imbrunire sarebbe tornato il Serafini per trasportare i due profughi a San Dalmazio.

Restarono il Garibaldi ed il Leggero per alcune altre ore nella loro camera appartata del Morbo. Quali fossero in questo tempo le cure da cui erano circondati per parte del Martini, è inutile il dire; basti solo riflettere quanti ostacoli avrà dovuto superare il buon uomo per poter ritenere nascostamente nella casa due individui, e provvedere ai loro bisogni di vitto, in mezzo a tante persone alcune delle quali già al corrente del segreto arrivo del Generale. Ma tanta fu la prudenza e l'assennatezza sua, congiunta a quel mirabile sangue freddo di cui lo abbiamo già veduto capace, che tutto seppe eludere, e si arrivò alla sera senza che nessuno della casa pensasse di coabitare coll'Esule temuto.

Venne alle 9 di sera il Serafini. — Entusiasta di Garibaldi e di amor patrio, non avrebbe ceduto il suo incarico pericoloso per cosa al mondo. — Subito arrivato a San Dalmazio aveva colle più animate parole posto Angiolo Guelfi al corrente della grave missione che la fortuna offriva loro. Aveva Angiolo Guelfi sortito da natura, insieme a fervido amore di libertà, carattere fermo e riflessivo, onde abbracciò l'importanza dell'impresa che gli si poneva dinanzi, ed aspettando la venuta degli ospiti volse nell'animo suo i diversi modi pei quali si poteva giungere al salvamento del Grande che il caso affidava alle loro mani. — Intanto il Serafini aveva prese nella sua casa le più minute precauzioni tanto per l'alloggio de' suoi ospiti, quanto perchè il loro arrivo passasse inavvertito agli abitanti del paese, e a coloro stessi che frequentavano la sua casa. — Uscirono i profughi inosservati dal Bagno, e accompagnati dal Martini raggiunsero il baroccino che era a breve distanza dalla casa sulla via pubblica, nel luogo ove da questa si stacca il piccolo braccio stradale del Morbo. — Armati dal Serafini, sempre previdente, di fucili da caccia, salirono i due nel baroccino insieme a lui, che colla sua abituale velocità fece in breve tempo i pochi chilometri di strada provinciale, e si fermò al luogo detto Croce del Bulera. Quivi cessava in quei tempi la strada ruotabile per chi fosse andato a San Dalmazio, e quivi il Serafini lasciò il suo legno presso i suoi parenti, come ne era solito, non credendo prudente il richiamare l'attenzione altrui sul passaggio inusitato di un veicolo a quell'ora, e per luoghi così malagevoli. Continuarono a piedi fino al paese i forse tre chilometri che restavano da fare, e alle dieci e mezzo di sera vi giunsero. — La strada principale, e si può dire unica, del paesello era deserta, e così poterono arrivare inosservati alla casa Serafini. Si fermarono gli ospiti al riparo di un angolo di caseggiato che si trova in faccia all'ingresso principale, mentre il proprietario per altra porta entrava nella casa, e li introduceva esso stesso nel suo salotto[10].

IV
Da San Dalmazio alla casa Guelfi

er chi conosce i sensi gentili di ospitalità che sono pregio abituale di Cammillo Serafini, sarà facile cosa l'immaginare le cure da cui vennero circondati i due esuli in quella casa. Fu la splendida accoglienza che sa fare l'uomo cui la fortuna accordò largo censo, e la natura cuore più largo. Ma di ciò basti. Diremo piuttosto come appena installati i suoi ospiti nel salotto cui fa capo la breve scala di accesso, corresse il Serafini dal Guelfi per dargli la notizia dell'arrivo. Stava questi nella cucina della casa parlando coi familiari, in apparenza calmo, ma col cuore in ansia per l'aspettativa. Toltosi di là insieme al Serafini, fu da esso condotto nella stanza dov'erano i suoi ospiti illustri e presentato al Generale. Questi appena vide Angiolo Guelfi senz'altre parole gli gettò le braccia al collo, e gli disse: «Vengo con voi.» Nè il moto subitaneo proveniva dal desiderio di cercare uno scampo come che si fosse, bensì da sentimento di simpatia nel vedersi dinanzi quel patriotta dalla barba grigia, folta e prolissa, dalla fisonomia bella e severa, e dallo sguardo franco e leale, tale insomma da attirare a sè chiunque lo vedesse per la prima volta. Ma il Guelfi, pur corrispondendo all'effusione d'animo del Generale, gli faceva intendere che una traversata, per quanto breve, onde raggiungere la Maremma, sarebbe stata pericolosissima in quei momenti nei quali esso così conosciuto era tenuto d'occhio dalla polizia lorenese.