Da quell'epoca fino alla riorganizzazione del consolato di Sorìa (1548) [[Doc. LXXVI]] non si ha alcuna notizia di relazioni consolari; ed anche posteriormente pare che non siano stati chiamati a leggere in senato se non quei consoli, i quali, per l'importanza delle cose che avevano a riferire, erano per ciò specialmente invitati dal magistrato dei Cinque savi alla mercanzia.
Tre sole relazioni consolari sembra che finora abbiano veduta la luce, cioè: quella di Lorenzo Tiepolo, ritornato dalla Sorìa nel 1560, pubblicata per nozze del cav. Cicogna nel 1857; quella di Giovanni Michele fu Giuseppe ritornato nel 1587, pubblicata nel Tesoro politico, e dall'Albèri sotto il titolo di « Relazione delli successi della guerra tra il turco e il persiano dal 1577 al 1587[159] »; e quella di Giovanni Antonio Morana, agente consolare in Aleppo al cadere della Repubblica, pubblicata in Venezia dall'Andreola nel 1799. Quest'ultima non fu presentata al senato, ma invece fu dedicata al nobil uomo Giustiniani, imp. reg. consigliere, deputato al veneto commercio.
Oltre a queste, dieci altre importantissime relazioni si conservano tuttavia inedite negli archivi di Venezia, cioè:
| Relazione di Siria del console Andrea Navagero, | 1575 |
| » » Pietro Michele, 8 decembre | 1584 |
| » » Tommaso Contarini, 11 decembre | 1594 |
| » » Alessandro Malipiero, 16 febbraio | 1596 |
| » » Giorgio Emo, 12 decembre | 1599 |
| » » Vincenzo Dandolo, 27 febbraio | 1602 |
| » » Gio. Francesco Sagredo, 4 luglio | 1611 |
| » » Stesso, 15 maggio | 1612 |
| » » Girolamo Morosini, 9 febbraio | 1614 |
| » » Giuseppe Civran, 21 agosto | 1625 |
| » » Alvise Pesaro | 1628 |
| Dispacci del console Nicolò Foscolo dal 1636 al 1639. | |
Le quali relazioni sono di tanta maggiore importanza, in quanto si riferiscono all'epoca delle guerre persiane e delle ribellioni della Siria, ed avvisano alle cause della progressiva diminuzione del commercio dei Veneziani nell'Asia.
Ogni relazione ordinariamente è divisa in tre parti: nella prima tratta delle condizioni del commercio, offerendo preziosi dati statistici e suggerendo i rimedi opportuni a ristorarlo; nella seconda delle condizioni economiche, politiche e militari della Siria, delle rendite e forze che ne ricava la Porta, e delle costei relazioni colla Persia; e nella terza finalmente dello stato del regno di Cipro. Venivano lette in senato, e depositate nell'archivio della cancelleria segreta.
Diminuendo il commercio coll'Asia ed aumentando le spese del consolato di Damasco ad una somma annua considerevole a peso ed aggravio della mercanzia, il senato deliberò l'11 febbraio 1545 di abolire il consolato di Damasco, e di trasportare la residenza di quel console in Tripoli, la quale nell'anno 1548 fu poi ridotta in Aleppo, emporio principale del commercio, colla facoltà di sostituire vice-consolati nelle spiagge della Sorìa.
Molte furono le deliberazioni del senato e dei Cinque savi alla mercanzia intorno al consolato della Sorìa. Nei preziosi diarii di Marin Sanudo, e nell'epilogo dei Cinque savi, si trovano fra le altre le seguenti:
1424, 4 dicembre. Non possano i consoli, nè i loro figli non emancipati esercitare commercio nel luogo della loro residenza, e sieno al caso multati di ducati 1000.
1503, 22 giugno. L'autorità del console di Damasco sia ampliata in personal e real, per la poca obbedienza, che gli vien prestata.