1683, 9 ottobre. Sia stabilita un'imposta fissa di 400 reali per ogni nave di vela quadra veniente dalla Siria, e di 200 per ogni nave minore.

1689, 29 luglio. Quelli che trarranno robe dalla Sorìa sieno obbligati a far le tratte particolari, naviglio per naviglio, e mandarle a Venezia segnate dai provveditori al cottimo di Damasco.

Il diritto consolare dei Veneziani fu soltanto nell'anno 1786 ridotto a disposizione di legge generale, e compreso nel titolo XII, parte I, del famoso codice per la veneta mercantile marina, che è uno dei più preziosi monumenti della sapienza civile della repubblica, negli ultimi anni della sua esistenza.

Le determinazioni principali del codice relative ai consolati erano:

Ogni console dovea essere suddito veneto, aver compiuta l'età di 25 anni, godere ottima fama di onestà e di intelligenza nel commercio, essere munito delle patenti e di speciali commissioni. Appena arrivato al luogo di residenza, egli dovea presentare le patenti a quelle autorità per essere riconosciuto, quindi rispettato ed obbedito dai sudditi. Il suo impiego durava 5 anni, nè poteva sostituire alcuno, senza espressa permissione del magistrato dei Cinque savi. Conseguiva gli appuntamenti e i diritti consolari nei modi e misure fissate da apposita tariffa stabilita dai Cinque savi, ed esposta nella cancelleria del consolato, con proibizione di esigere di più, e di prender danari a censo o mutuo a debito della nazione. Tenere dovea sopra apposito libro timbrato la nota, giorno per giorno, dei veneti bastimenti che arrivavano nel suo raggio giurisdizionale, colle più minute indicazioni del carico, del capitano e dell'equipaggio, riscontrando, mediante apposito esame, le polizze di carico, le fedi di sanità e i ruoli degli equipaggi. Tutti i manifesti dei carichi e le notizie più importanti relative al commercio ed alla navigazione, egli doveva far giungere al più presto possibile al magistrato dei Cinque savi.

Il console eleggeva il suo cancelliere, del quale era responsabile in via civile. Se il cancelliere non era suddito, la nomina dovea essere approvata dai Cinque savi. Nelle parti del levante e dell'Asia dovea il console tenere un cappellano di rito cattolico.

Le differenze fra i sudditi doveano essere composte ed appianate dal console, che avea pure autorità di arrestare e punire quelli che turbavano la regolarità del traffico, o violavano le leggi penali; nei casi gravi però dovea inviarli, colla prima opportunità, alla dominante.

Il console erigeva gli atti verbali nei casi di getto ed in tutti gli altri nei quali veniva richiesto dai sudditi; eseguiva gli inventari, gli atti di morte; ricevea testamenti; e dava forza legale, come pubblico notaio, ai contratti stipulati alla sua presenza. Il cancelliere poi in un apposito libro dovea tenere la copia di tutte le deliberazioni e degli atti del consolato, di tutte le polizze, i contratti, gli inventari, i testamenti e delle altre carte che pervenivano alla cancelleria.

Nei casi di naufragio il console doveva accorrere per salvare con ogni mezzo possibile i naufraghi, e riceveva poi il 2 per % di premio sul netto ricavo delle cose ricuperate.

Mancando il console di vita, il cancelliere lo doveva sostituire fino alla nomina del successore.