Gli raccontai allora quel che la signora mi aveva confidato a proposito di miss Robbins. Non gliene avevo fatto cenno, quando gli avevo riassunti i nostri colloqui, di così poco rilievo mi parevano quelle confidenze! Poi alla svelta e conciso mi raccontò che difatti diversi telegrammi erano giunti, tra i quali due lunghissimi dell’avvocato; e dicevano che il marito aveva già iniziata la procedura del divorzio; che era già da parecchi anni amante di miss Robbins, alla quale negli ultimi anni aveva perfino regalata una casa e che si accingeva a sposarla; che non si sapeva ove fosse; che lo zio, il quale voleva intervenire a favore della signora, non era riuscito ancora a scovarlo. A leggere queste tremende notizie la signora era stramazzata: rinvenuta, aveva delirato, gridato, pianto disperatamente più ore; solo poco prima, alla fine, per virtù di discorsi e di calmanti, si era un po’ tranquillata e assopita.

Sbalordito, chiesi all’ammiraglio che ne pensasse, come spiegasse, che gli paresse! Si strinse nelle spalle; e:

— Non mi ci raccapezzo — rispose.

La seconda campana ci invitò al pranzo; al principio del quale il discorso cadde subito sulle sinistre notizie che correvano: l’ammiraglio fu dalla falsità delle notizie tratto a raccontare la verità, per rettificarle: ma come spiegare un caso tanto bizzarro? Incominciai io dunque a raccontar alcuni degli episodi che la signora mi aveva narrati nel giorno della tempesta: incalzato dalla curiosità degli ascoltatori, sospinto dal mio stesso parlare, raccontai alla fine in succinto tutta la storia della famiglia, incominciando dal Great Continental e dalle sue vicende. Pensavo di sbalordire i miei ascoltatori annunciando loro che i Feldmann possedevano più di cento milioni; ma:

— Di dollari? — mi domandò invece, con disinvoltura, l’Alverighi.

Risposi che credevo fossero franchi e non dollari; e:

— Allora non è un gran che! — rispose scrollando le spalle.

Ci mettemmo tutti a ridere: ma quello, serio serio:

— Cento milioni? Uno che è andato in America che già ne aveva sette e che per di più ha sposato una donna ricca? Ma io spero bene di lasciare cento milioni ai miei figli! E sono sbarcato in America con duemila lire. Per meno, tanto vale restare nella vecchia Europa!

Non mi impegnai a discutere; e ripresi a raccontare le discordie di giorno in giorno inacerbitesi, lo scandalo del Great Continental, il matrimonio della figlia, la fiducia posta dalla signora in miss Robbins, il nero tradimento di costei, che il telegrafo le aveva rivelato alla mattina. Fui ascoltato in silenzio; e quando ebbi finito tutti tacquero, perplessi e un po’ impacciati, come chi non sa giudicare.