— Vengo, vengo!

— Che cosa succede? — mi chiesi.

Uscendo, incontrai la cameriera di bordo che scendeva: e le chiesi se qualcuno si sentiva male.

— Sì, ha preso male alla signora americana — mi rispose.

— Ecco perchè l’ammiraglio non è sceso a terra — pensai.

Sospettai che qualche cosa fosse successo: raggiunsi la mia signora sul ponte, dove i mercanti facevano i fagotti per partire, chè l’ora di salpare giungeva. Ma strane e confuse notizie giravano tra i passeggeri attoniti e perplessi: chi diceva che il marito della signora Feldmann era morto e chi che la sua banca era fallita.

Cercai l’ammiraglio. La cameriera mi disse che era nella cabina della signora. Intanto eran scoccate le sei. I mercanti erano partiti; parecchie centinaia di casse di banane, caricate a destino di Genova, coprivano ormai la prua; la baia si costellava di lumi. Fischi e campane suonarono; e lento lento il «Cordova» si mosse, dirizzando di nuovo la prora verso la meta lontana. A poco a poco i lumi di Las Palmas si allontanarono, impicciolirono, si spensero, mentre passeggiavo sul ponte aspettando l’ammiraglio, impaziente.... Comparve finalmente quando suonò la prima campana del pranzo: ma con una faccia così rannuvolata!

— Fa divorzio — mi disse — e sposa una loro antica o cameriera o istitutrice o infermiera. Non saprei dirlo precisamente.... Non ho capito bene....

— Miss Robbins? — gridai.

— Per l’appunto. Ma come lo indovina?