S. MINIATO — CHIESA DI S. DOMENICO. MONUMENTO A GIOVANNI CHELLINI. (Fot. Alinari).
Poco al disotto della rovina della Rocca, è la Cattedrale dedicata a S. Maria e a S. Genesio per rievocare il ricordo della chiesa di Vico Wallauri e quasi ad espiazione dell'ingratitudine che i Sanminiatesi addimostrarono per quel borgo ospitale. La facciata della chiesa, a cortina di mattoni, serba le tracce delle trasformazioni e degli ampliamenti succedutisi dal XII al XVII secolo. Degli ornamenti di terracotta stampata, delle scodelle di majolica infisse nella cortina sono i resti della primitiva facciata. Nell'interno la chiesa è stata modernamente rifatta. Delle opere d'arte il corredo è piuttosto scarso. Più interessanti d'ogni altra cosa sono tre parti degli specchi del vecchio pergamo, scolpiti di bassorilievo colla rappresentazione dell'Annunciazione ed uno stemma; interessanti per antichità loro e perchè sono illustrati da iscrizioni che ne riassumono la storia. Le sculture sono di Giroldo di Jacopo da Como, scultore lombardo che lavorò al Duomo di Milano, alla Certosa di Pavia, al Duomo di Lucca, a Massa Marittima, alla Badia di Montepiano ed in altre località della Toscana; furono eseguite nel 1274 a tempo del Podestà Ugo de' Cancellieri da Pistoja. Una tavola dipinta nel 1463 da Neri di Bicci, il fonte battesimale di marmo che potrebbe attribuirsi a Pagno Portigiani discepolo di Donatello, che si sa aver lavorato a San Miniato, ed una piletta del XV secolo, completano il patrimonio artistico del Duomo. Il campanile di mattoni era una delle salde e gagliarde torri del vecchio castello, del quale facevano parte i palazzi vicini, oggi del Vescovado e della Sottoprefettura.
Più importante della Cattedrale è la chiesa di S. Francesco che maestosa s'inalza dalle balze del monte, sostenuta da sproni e da arcate di proporzioni gigantesche. Cominciata a costruire nel 1343 sul luogo di un antico oratorio, la chiesa di S. Francesco restò compiuta nel 1480 e della costruzione sua originaria serba tuttora in gran parte i caratteri. Non così sono giunti fino a noi i molti oggetti d'arte e le decorazioni che, a similitudine di tutte le altre chiese francescane, dovevano adornarla. Unico resto delle sue dovizie artistiche sono de' frammenti di un bellissimo affresco gaddiano (che decorava un giorno la sala del Capitolo), oggi quasi nascosti in uno stambugio al disotto del campanile.
S. MINIATO — CHIESA DI S. DOMENICO — TAVOLA DEL XV SECOLO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Ma quello fra gli edifizi religiosi di San Miniato che presenta grande importanza artistica, non tanto per i pregi architettonici, quanto per la ricchezza infinita delle opere d'arte che vi sono raccolte, è la chiesa dei Domenicani intitolata ai Ss. Jacopo e Lucia. Pur essa, alla pari di quella di S. Francesco, sorge dalla balza del monte, sostenuta da immensi piloni. In origine era a tre navate, oggi è ad una sola ed ampia nave con cinque cappelle di carattere ogivale. Essa fu cominciata a costruire nel 1330 dai frati Domenicani di Firenze e le più illustri e potenti famiglie di San Miniato la corredarono di cappelle, ricche di pregevolissimi affreschi che nei tempi della decadenza artistica scomparvero sotto il bianco.