FUCECCHIO — PANORAMA. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Fucecchio è il primo e il più importante di questi luoghi: importante per dovizia di antichi ricordi storici, per pregio di fabbriche e di opere d'arte ed anche per essere divenuto modernamente un frequente e cospicuo emporio di commercio e di attività. In origine fu un piccolo borgo, che si disse appunto Borgonuovo, fabbricato, insieme ad una cospicua abbazia, dai Cadolingi, i quali adottarono più comunemente il titolo di Conti di Borgonuovo, perchè tennero come loro preferito soggiorno il castello da essi edificato da un lato della collinetta sulla quale la terra di Fucecchio si distende. Di quella rocca, che la Repubblica Fiorentina conquistò ed afforzò, sussistono ancora le gagliarde mura e diverse torri che attorniano un'ampia casa di fattoria oggi dei Principi Corsini.
L'Abbazia di Borgonuovo, intitolata a S. Salvatore, sorgeva sul poggetto chiamato di Sala Marzana e sussiste tuttora, sebbene trasformata, la sua vetusta chiesa che della vecchia struttura conserva oggi solo poche parti. Passata dai Benedettini ai Vallombrosani, poi alle monache, subì alterazioni infinite e la dispersione del suo artistico tesoro. Oggi non vi si osservano che dei dipinti del Vasari, di Francesco Mati, di Alessandro Allori e del Pignoni.
FUCECCHIO — PORTA DI S. ANDREA. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
L'Arcipretura di S. Giovanni Battista venne riedificata nel XVIII secolo nella località stessa dell'antica Pieve divenuta troppo angusta. Al modesto interesse del fabbricato offrono un compenso diversi oggetti d'arte che tuttora vi si conservano: dei dipinti cioè ritenuti di Cosimo Rosselli, di Lorenzo di Credi, di Filippino Lippi, del Sogliani, di Fra Paolino da Pistoja, del Pontormo, di Alessandro del Barbiere, del Biliverti.
Fucecchio, che fu costantemente fedele a parte guelfa, che accolse nelle sue mura ospitali e li protesse, i fuorusciti fiorentini banditi dopo Montaperti, fu teatro più di una volta di guerreschi episodi, nei quali difese così gagliardamente la propria libertà che i nemici, attaccandolo, uscirono scornati e sconfortati. Anche Castruccio Castracane, che nel 1323 tentò la presa di Fucecchio, si trovò di fronte a tale resistenza che dovette abbandonare l'iniziata impresa. Dell'assedio posto a Fucecchio da Castruccio rimane ricordo nella porta di S. Andrea, che il popolo chiama appunto di Castruccio, perchè contro di quella più specialmente si rivolse la inutile furia delle milizie guidate da quell'ardito capitano.
Palazzi antichi e di belle forme architettoniche, piazze e strade eleganti, il vantaggio di una felice giacitura, i benefizi del movimento commerciale, fanno ora di Fucecchio uno dei centri più notevoli del Valdarno Inferiore.