Da Fucecchio trasse nome fin da tempo antico un vasto lago, divenuto poi palude, che si distende nei bassi piani chiusi fra i colli del Valdarno e le pendici dei poggi della Valdinievole. Cotesto lago fu fin da tempo remoto occasione di cure speciali per parte degli ufficiali della Repubblica Fiorentina, i quali dovevano provvedere a che le acque cresciute per le alluvioni non allagassero i luoghi circostanti e impedire che per cagione della bassura del lago esso fosse invaso dalle piene dell'Arno; quindi più e più volte si ricorse ai più valenti artisti perchè dirigessero la costruzione di gagliarde opere idrauliche atte a contenere il lago ed a favorire il defluvio delle acque.
Di queste opere di architettura idraulica la più importante è il Ponte a Cappiano, detto anche delle Calle per cagione delle cateratte e delle altre opere di difesa che in questo luogo furono eseguite. Storicamente, il Ponte a Cappiano è interessante perchè fin dal medioevo ebbe a propria difesa un castello fortissimo presso al quale più volte vennero a sanguinose contese le milizie delle Repubbliche di Firenze, Pisa e Lucca. Nella costruzione del ponte e delle altre difese dello sbocco del lago, ebbero parte grandissima Antonio e Francesco da Sangallo, entrambi architetti del magistrato della parte guelfa. Il primo fu mandato nel 1508 a provvedere ad opere che valessero a contenere il lago ed a far sì che da esso non sfuggisse in troppa quantità il pesce che procurava una cospicua rendita allo stato. Francesco nel 1530 ricostruì il ponte, il quale, sebbene abbia subìto moderne e deplorevoli deturpazioni, è sempre importante anche dal lato architettonico. È tutta una solida costruzione a cortina di mattoni con un portico che protegge la strada e che si sporge dal corpo centrale del fabbricato, chiuso alle due estremità dalle massicce torri di difesa sovrastanti alle porte che dànno accesso al ponte.
CASTELFRANCO DI SOTTO — TORRE DELLE CAMPANE. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Ritornando a Fucecchio e continuando la via che parallelamente all'Arno si dirige verso Pisa, si trova Santa Croce, terra ampia, popolosa, ricca per commerci ed industrie, fra le quali primeggia quella della concia dei pellami. Come Fucecchio, il borgo di S. Croce fu sotto la dipendenza dei Conti Cadolingi; poi l'ebbero i Pisani che nel 1287 lo cinsero di mura. La chiesa di S. Lorenzo è ampia e ricca d'adornamenti; ma architettonicamente non ha importanza speciale; d'opere d'arte non serba che una statuetta di S. Giovannino dei Della Robbia e dei libri corali adorni di miniature del XV secolo. A breve distanza da S. Croce sorge sulla riva dell'Arno Castelfranco di Sotto, oggi terra elegante, ben fabbricata, ricca di decorosi edifizi, un giorno castello forte e ben munito, al quale dava importanza speciale la sua situazione, presso la confluenza del canale dell'Usciana coll'Arno che formava un gagliardo punto di difesa. Possesso antico dei Cadolingi, fu costituito in castello, franco dalle imposizioni, nel XIII secolo, chiamandovi ad abitarlo le popolazioni di alcune vicine parrocchie. Preso nel 1260 ai Lucchesi dai Ghibellini guidati dal Conte Guido Novello, parzialmente distrutto nel 1333 dalla terribile inondazione dell'Arno, cadde nel 1339 sotto il dominio dei Fiorentini, i quali lo rassettarono e lo ricostruirono alla foggia delle loro terre del Valdarno Superiore; di forma rettangolare, cioè, con quattro porte turrite, alle quali facevano capo due strade che s'incrociavano nel centro, dov'era una piazza fiancheggiata dalla Pieve e dal Palazzo Pretorio divenuto poi sede del Comune. Le mura e le porte, per quanto rovinate, sussistono tuttora in gran parte. La chiesa di S. Pietro di remota origine nulla conserva della sua struttura originaria. Anche il suo corredo di opere d'arte è ben modesto: una tavola di Alessandro Allori, una del Passignano, un messale con miniature del XV secolo e, più importante di tutte le altre opere, una statua di marmo di S. Pietro, caratteristica scultura pisana del XIV secolo, oggi esiliata nel modesto cortile della canonica.
CASTELFRANCO DI SOTTO — STATUA DI S. PIETRO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Poc'oltre Castelfranco si trova sull'Arno il canale dell'Usciana, che raccoglie le acque della Valdinievole e del Padule di Fucecchio e che scorre ai piedi delle colline sulle quali sorgono le ville di Montefalcone e di Poggio Adorno, in tempi remoti castelli dei Cadolingi, poi palazzi di campagna della famiglia fiorentina degli Albizzi.