PONTEDERA.
Comunemente la chiamano città, perchè, come Empoli, avrebbe tutte le condizioni per esserlo: ma le manca quello che chiameremo la dichiarazione ufficiale, talchè le rimane la vecchia qualifica, de' tempi del Granducato, di terra nobile. Città o no, Pontedera è un centro industriale e commerciale che nel Valdarno Inferiore occupa, senza dubbio il primo posto.
Situata in mezzo alla pianura, presso la confluenza del fiume Era nell'Arno, essa è ben fabbricata, ha belle strade, ampie piazze, eleganti e comodi palazzi moderni ed ogni anno estende rapidamente il suo caseggiato, collegandosi coi numerosissimi e vasti stabilimenti industriali che le dànno prosperità e animazione.
Pontedera è povera di monumenti d'interesse artistico: ma in compenso è doviziosamente provvista di tuttociò che serve ai bisogni della sua vita e del suo movimento e che le dà carattere di un vero emporio di moderna attività industriale.
PALIOTTO DELLA CHIESA DI S. BENEDETTO A SETTIMO. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Le memorie storiche di Pontedera si riassumono nelle alternative delle lotte costanti che per il corso di varî secoli si svolsero fra Fiorentini e Pisani. A' primi del XIII secolo, presso un umile borgo, i Pisani inalzarono un gagliardo castello sulle rive dell'Era e fortificarono pure il fosso Arnaccio che era come una diramazione dell'Arno e che poteva costituire un comodo mezzo di accesso nel loro territorio. Nel 1256 Pontedera, sebbene gagliardamente difesa, fu espugnata dai Fiorentini ed il castello venne disfatto; nel 1290 i Pisani poterono riprenderla, ma la dovettero ricedere tre anni dopo e, d'allora in poi, lo sventurato paese si trovò di continuo a mutar padrone e soggetto a sopportare tutti i danni di quelle asprissime guerre; le fiere e crudeli vendette fecero scempio di questo luogo e de' suoi abitanti, talchè questi per disperazione si videro costretti ad esulare. Alla metà del XV secolo il paese era rimasto quasi deserto, al punto che nel 1454 la Signoria di Firenze vi mandò a ripopolarlo duecento famiglie fatte venire da diversi luoghi della Garfagnana e della Lunigiana. L'ultima triste vicenda guerresca ebbe a subire Pontedera nel 1554, perchè, avendo dato asilo a Piero Strozzi che colle sue milizie francesi e senesi combatteva contro l'esercito austro-ispano-mediceo guidato dal Marchese di Marignano, fu da costui punito colla totale distruzione delle sue mura, le quali non vennero mai più riedificate.