CASCINA — CHIESA DELLA MADONNA DELL'ACQUA. (Fot. I. I. d'Arti Grafiche).
Il suo prospetto grandissimo, esuberante di decorazioni marmoree di un gusto esageratamente barocco, l'ampio scalone a più rampe che dà accesso alla chiesa, le sale interne sfarzosamente decorate, gli ampi corridoi, le scale comodissime, le logge e le terrazze ampie, più che l'aspetto di un edifizio monastico presentano quello di un palazzo signorile, per non dire di una reggia. Fu l'architetto milanese Carlo Zola che ridusse in tal guisa la vecchia Certosa, mentre artisti chiamati dai monaci da ogni parte d'Italia profondevano a dovizia gli ornamenti e le decorazioni nella chiesa e nel monastero. Dell'arte pura e corretta de' tempi più felici, ben poche tracce sussistono, fra le quali è da annoverarsi il coro dei conversi, adorno di leggiadre tarsie, distrutto parzialmente da un incendio sviluppatosi pochi anni indietro.
PIEVE DI S. CASSIANO A SETTIMO. (Fot. Alinari).
La chiesa conserva nella volta la sua struttura organica; ma le pareti ha tutte ricoperte di affreschi macchinosi e di uno stile che colla semplicità primitiva forma il contrasto più stridente. Dipinti di notevole pregio sono quelli di Baldassarre Franceschini di Volterra, di Francesco Vanni, di Bernardino Poccetti, di Onorio Marinari, di Agostino Veracini. La maggior parte delle decorazioni murali devesi a Stefano Cassiani discepolo del Poccetti, ad Antonio Rossi e Francesco Caroli bolognesi e ad altri artefici che i Certosini chiamarono da Milano.
CHIESA DI S. CASSIANO A SETTIMO — ARCHITRAVE DELLA PORTA PRINCIPALE. (Fot. Alinari).